(Guest post tratto da “Eschiusami” I’m Italian!, si ringrazia vivamente Sara Pes)

 

Un post cattivo.
Eccolo qua, è arrivato.
Eh si, perché come mi ha fatto notare un amico.. sei sempre troppo buona. Nei post e nella vita.
Sulla vita, sto decisamente migliorando, sui post invece rimedierò molto velocemente.
Giurin giurello, alzo la mano e prometto di essere davvero sincera e cattiva in questo post. Cattiva nel senso sincera, non calcherò la mano per fare la cattivona di turno.
È che la verità brucia ed è fottutamente brutta.
Per cui voi permalosi all’ascolto, cliccate quel pulsantino con una x sopra in alto a destra nel vostro browser o a sinistra se usate un MAC. Voi che volete sentirvi raccontare la favoletta di come è figo e facile vivere ed emigrare in Australia, siete gentilmente invitati ad aprire un’altra pagina web e chiudere questa che state leggendo ora.

Smonterò il sogno Australiano per punti, a seconda delle persone a cui mi rivolgo.
(Attenzione!!! Mi sto rivolgendo ai ragazzi under 30 con un Working Holiday visa, senza figli a carico. Non a chi viene qua con uno student visa, figli e famiglia. Quello è un discorso diverso e più lungo).

I profili medi sono esattamente 4. Individuate il vostro e troverete anche il consiglio da seguire.

1- NO INGLESE NO SOLDI
Arrivano dall’Italia con forse 1500 euro, non parlano una cippa di inglese, non vogliono fare una scuola perché non possono permettersela, stanno sempre mezzo ad altri italiani perché “Non parlo inglese, non li capisco, mi annoio” e si lamentano perché vengono sottopagati nel ristorante italiano (rigorosamente italiano, si sa mai che rischino di spiattellare due parole in inglese) in cui lavorano. Dopo due mesi che sono qua vogliono tornare a casa perché l’Australia è brutta e cattiva.
Consiglio: prima di partire ragazzi miei belli per un paese anglosassone, magari studiatevi un po’ di inglese. O studiatevelo qua ma questo richiede un investimento economico. Non avete i soldi? Lavorate 3/6/9/12/24/36 mesi di più fino a che avete messo da parte abbastanza soldi. Ma il mio amico è partito prima di me e lui ha i soldi perché è ricco. Il mondo è ingiusto.  Welcome. C’è chi nasce con i soldi e chi no. E chi non ce li ha deve lavorare il doppio per potersi permettere le stesse cose.
Ma non trovo lavoro in Italia. No lavoro= No soldi=  No Australia. Facile! (scommetti che chi è veramente motivato riesce a mettersi via i soldi???)
Non volete farvi una scuola di inglese perché pensate sia una perdita di tempo? Ok. Ma cmq dovete avere i soldi che vi permettono di sopravvivere mentre imparate l’inglese “parlando con le persone”. Quindi torniamo sempre al punto di partenza. SOLDI. Pura verità.
L’eccezione: ebbene si, ci sono eccezioni. Ho un amico che è venuto qua senza spiattellare una parola di inglese con un gruzzoletto non esagerato (comunque sempre di più di 2000 euro) e ce l’ha fatta. Ha imparato l’inglese (diciamo che capisce e si fa capire) ed è qua da quasi due anni. Ma si è fatto un culo di dimensioni atomiche e soprattutto non ha mai proferito parola. Sapeva che era in difetto (no soldi no inglese) e quindi.. NON SI LAMENTAVA!!! Ha avuto momenti di sconforto, ed è normale, ma non frignava come un bambinello di 5 anni a cui è stato detto che non esiste babbo natale.
La morale: Partire per l’Australia significa che devi prendere consapevolezza che sei da solo dall’altra parte del mondo. Non c’è la mamma e il papi che ti preparano la pappa quando torni dal lavoro, se vai in crisi te la devi far passare da solo perché le persone che di solito ti ascoltano probabilmente in questo momento stanno dormendo e se ti va bene le puoi sentire fra 10 ore, non c’è la nonna che ti chiude il buco dei jeans quando si rompe. E non puoi salassare le palle al tuo coinquilino con le tue frigne perché anche lui ha i suoi problemi. Tutti hanno i propri problemi. Per cui zitto e pedala. Altrimenti puoi sempre prendere il volo di ritorno e tornare a casa. Nessuno ti obbliga a stare qua. Ci sono altre 10 persone pronte a prendere tutte le occasioni che lasci andare tornando indietro.

2- SI INGLESE NO SOLDI
Ecco già qua andiamo meglio. Senza soldi in Australia vai poco lontano ma considera che se il tuo inglese è buono in poco tempo troverai un lavoro (se sei sveglio, ovviamente, se dormi in piedi non lo trovi nemmeno se sei madrelingua), quindi alla fine sopravvivrai. E Magari ti metti via anche due soldini.

3- NO INGLESE SI SOLDI
Sono quelli che si fanno il corso si inglese o quelli che non lo fanno, “imparano per strada”, ma cmq hanno i soldi per poterselo permettere. Spesso si lamentano ogni due giorni perché stanno spendendo tutti i loro risparmi, però, ciccini belli, funziona così. L’Australia è cara, Sydney è fottutamente cara per cui fatevene una ragione. Anche per voi c’è sempre l’opzione “al risparmio” ovvero tornare a casa.

4- SI INGLESE SI SOLDI
Eh, loro sono quelli che fanno la vita migliore. Alcuni sono figli di papà, altri sono semplicemente persone che hanno lavorato tanto prima di partire. I figli di papà non si lamentano perché fanno la bella vita, gli altri si lamentano ma poco, e già solo per il fatto che hanno capito che per venire qua ci vogliono un po’ di soldi stanno 100 passi avanti agli altri.

Detto questo vorrei spendere due parole per “Gli-stressati-prima-di-partire”.
Ogni giorno sono costantemente ricoperta da mail piene di domande sull’Australia.
Alcune sensate, alcune che hanno già ricevuto risposta in duemila blog e gruppi facebook, altre, permettetemi il francesismo, un po’ cretine.
Mi piace aiutare le persone che vogliono venire qua, però il mio tempo è limitato.
Sono dentro all’incirca a 7000 gruppi facebook sull’Australia e altrettanti forum. Ho creato un blog io stessa dove potete trovare molte informazioni. Se le volete trovare, le informazioni, ci sono.
Per cui, capisco la domanda specifica perché si sono trovate in giro notizie contrastanti, vi viene un dubbio sensato e volete una conferma.
Ma vi prego prima di chiedere a me e ad altre duemila persone fate delle ricerche.
Non siete capaci? Imparate.
Ragazzi, non potete pensare di venire qua se non riuscite nemmeno a fare una ricerca su google.
E ve lo dico per voi. Perché io spesso non ho tempo per rispondere (lavoro tra le 40 e le 50 ore settimanali e al weekend ho bisogno di staccare) per cui faccio presto.
Smettetela di stressarvi con tutte queste domande, dubbi, paranoie che vi vengono in mente.
La vita a volte va presa così come arriva, se volete partire, partite e basta! Non sapete cosa mettere in valigia? Guardate le temperature medie della città dove andate e regolatevi di conseguenza. Non avete abbastanza vestiti? Al massimo li comprerete (torniamo sempre alla questione che bisogna partire con una buona copertura economica). Avete paura di non trovare lavoro? Al massimo finirete i soldi e tornerete indietro!! Non si muore.
“Ma io non voglio buttare via i soldi”
Beh se non vuoi correre rischi… ALLORA STAI A CASA!!!!
Un viaggio di questo tipo è pieno di rischi (a livello psicologico), è qualcosa di grande che vi farà crescere. Se continuate a pensare a questo e quello non partirete mai!!!!!!!!!!!!!!

L’Australia è il vostro sogno?
Bene, sappiate che questo sogno costa fatica. È un sogno che ogni tanto fa piangere, urlare e incazzare.
I sogni non colmano il senso di vuoto che ti crea la distanza dai tuoi cari, i sogni sono fatti di case sporche con gli scarafaggi, di gente con cui vivi che quasi nemmeno ti saluta quando entri in casa. I sogni possono essere fatti di lavori sottopagati e di affitti improponibili.
Ma poi c’è tutto il resto che non posso raccontarvi in questo post cattivo.
Per cui vale la pena davvero di sognare.
E vi assicuro che non mi riferisco ai soldi e alle belle macchine come molti pensano.

I sogni richiedono le palle ragazzi. Se no continuerete a fantasticare guardando la cartolina con i canguri che vi mandano i vostri amici.
Sono brutta e cattiva? Si.
Fa male eh la verità?
Volete insultarmi? Fatelo pure, ma sotto-sotto sapete che ho ragione.

Voi fate come volete. Io continuerò a seguire il mio di sogno.
E proprio perché sono brutta e cattiva arriverò là dove voglio arrivare.

E vi auguro anche a voi di coronare il vostro sogno. Che sia l’Australia, l’America (ogni riferimento è puramente casuale), l’avere un bambino, il comprare una casa o di dare un futuro migliore ai vostri figli.

Tirate fuori le palle, lamentatevi poco e lavorate sodo.
Questo è il mio consiglio.
Da piccola sbarbatella 25enne appena svezzata.

Ma tanto determinata.
P.S. Tanto per la cronaca… Mi capita a volte di avere a che fare con persone che si permettono di insultarmi perché non rispondo alle loro mail.
Forse non hanno chiaro in mente che lo faccio gratis, nel mio tempo libero.
Ripeto, lo faccio volentieri quando vedo dall’altra parte una persona sveglia, carica e già un po’ informata.
Ma quando hai a che fare con tizi così cafoni vi assicuro che passa la voglia di dare una mano!!!!

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19 Responses to Post cattivo. Anzi brutto cattivo e sincero.

  1. Giulia ha detto:

    TI AMO!

    Non avrei scritto una parola diversa da quelle che hai scritto. Dico SEMPRE queste stesse cose.

  2. marta ha detto:

    soprattutto quando si va all’estero c’e’ poco da fare: bisogna darsi da fare! io sono partita a vent’anni per Londra dove ci sono rimasti quasi 8 anni. Non e’ stato facile e non entro nei dettagli ma a differenza di molti altri il mio sogno di andare a Londra l’ho vissuto, e come!
    Mi fa piacere di sapere che anche tu stai vivendo il tuo sogno.

  3. Tiziana ha detto:

    Well done!! Ben scritto e ben fatto, direi….io di anni non ne ho 30, ma 40 e questo significa più difficoltà, sono arrivata senza soldi e poco inglese, ma mi sono rimboccata le maniche e faccio il possibile ed anche di più, se posso!
    Chi si lamenta è solo un debole che crede che siano gli altri a dover fare il SUO sogno e che non ha ancora capito che i sogni dipendono solo da noi stessi e questo costa fatica….
    Detto questo..good luck dreamers!!!

  4. Alessandro ha detto:

    Bell’articolo, carico di tutta la verità possibile ed immaginabile! Io ci avrei aggiunto anche che se vuoi trovare lavoro non puoi stare la sera fino alle 4 a gozzovigliare tra Kings Cross e l’ostello, poi dormire fino alla 14 e passare in un paio di ristoranti a chiedere se hanno lavoro. Tutto con un pessimo inglese, perché il casino lo vai a fare con italiani e francesi! Comunque, io ho vissuto l’avventura australiana al massimo, anche perché sono capitato nel periodo ancora buono e poco inflazionato (inizio 2008), ora in effetti bisogna rimboccarsi le maniche. Io ho trovato lavoro in ufficio dopo 3 giorni, ma ho mandato curriculum dall’Italia e non appena arrivato, in quei tre giorni, ho quasi consumato un paio di scarpe e imbrattato di sudore una quindicina tra magliette e camicie per girare a far colloqui. Finiti i sei mesi ho trovato in una settimana un nuovo lavoro, a friggere fish and chips, per un altro mese. Quindi il culo si faceva anche ai bei tempi (però poi ti potevi permettere di viaggiare in quella terra stupenda senza lavorare per un bel po’)! Il tuo post comunque descrive un quadro realistico e tipico di quello che parte pensando di andare nel Paese dei Balocchi! Ben fatto, ciao!

  5. Fabio ha detto:

    grande!! la pura verità sono d’accordissimo…. belle e sante parole =)

  6. Ale ha detto:

    D’accordo su tutta la linea…spesso ci sono persone così abituate ad avere qualcuno o qualcosa che risolva le cose per loro che fare una ricerca su internet non gli viene nemmeno in mente!
    Posso aggiungere la postilla ai NO INGLESE? Quelli che dicono: ma io pensavo che dopo due mesi avrei imparato l’inglese…ehm, no.

  7. Roby ha detto:

    Quasi convinto. Però però. Non credo ai sogni. Solo che qua la situazione mi fa ca..re. Non credo a scappare via. Solo che qua le ho tentate tutte, e conosco già la m…a che mi toccherà ancora sopportare. Posso continuare a sopportare tutta sta m…a in silenzio all’infinito, sia chiaro, tanto mica muoio. Il punto è che non vado in australia x un sogno, non me ne frega proprio un c…o, (c’andrei in vacanza assolutamente sì). E’ solo il posto forse più probabile per trovare un lavoro adesso (ma poi trovare un lavoro è un sogno?). QUa lascio un casino di amici, questa è l’unica cosa a cui non vorrei mai rinunciare. Ma non posso restare qua per nessuno di loro, non ho legami affettivi e posso partire in ogni momento. E’ chiaro che non ho intenzione di fare un viaggio a vuoto in Africa per scoprire che in Africa si crepa e si muore di fame: evito di spendere i soldi del biglietto, lo so già e resto a casa. Se vado in australia ho delle prospettive, che spero siano attese. Se no appunto rifaccio le valigie e torno nel mio sventurato paese.

  8. Manuel ha detto:

    io sto per partire per sempre per melbourne e premetto di essere un fancazzista mantenuto ma nonostante tutto lavoro con i miei…partirò però comunque con pochi soldi e cercherò di riuscire a trasferirmi e già so (visti i 10 anni di viaggi ecc) che dovrò lavare piatti, dividere la stanza con chissà chi, usare i mezzi e non avere il mio macchinone o panni super firmati, ma se si vuole realizzare un sogno come detto prima bisogna faticare e non è facile altrimenti l’Australia avrebbe palazzi anche tra i canguri!
    ci si prova con il visto di un anno, andare, migliorare l’inglese e lavorare per guadagnarsi il secondo anno e cercare lavoro definitivo…dopo di che inizia la vita bella di uscire spendere ecc…
    alternativa, soffrite in italia con le super tasse, la delinquenza,la mancanza d lavoro e l’angoscia di voler andare via!

  9. Enzo ha detto:

    Faccio il primo working holiday visa, lavoro come cameriere, inglese intermedio……Domanda: non volendo lavorare in farm,non volendo richiedere il visto studente,non rientrando nella lista SOL o altra, come faccio a restare?…chi mi sponsorizza?…i ristoranti italiani perché sono bello e bravo?…

    • Dome ha detto:

      Ciao Enzo, domanda da un milione di dollari la tua. Non è facile rimanere in Australia così come non è facile ottenere lo sponsorship visa. Tuttavia dal primo di Luglio ci saranno dei cambiamenti nei visti, con un ampliamento delle professioni ricercate. Magari potresti riuscire a ricadere all’interno di una di queste.
      Non per forza devi trovarti un datore italiano ma se sei veramente bravo dimostra che sei essenziale alla loro attività e spingi continuare a lavorare magari con un visto idoneo. Bisogna sapersi vendere a più non posso!
      Ciao!

  10. evelin ha detto:

    tu mi piaci! respect

  11. Andrea Dublin ha detto:

    In Italy I’ve spent a lot of time to think about the life and job abroad.
    I’ve drawn some dreams about this as a nice rainbow but without was enough knowledges.
    I thought like Italians average, with a little bit of intollerance and without to think who was the foreign.
    Although, I arrived for (just) 2 months I’m opening my mind and now I know how much is difficult for people to move abroad, the foreign feeling and redrawing the dreams.
    We are a small fishes between a international, hungry and angry group of sharks with more knowledge.
    Fucking crazy ITALIA
    PS: sorry about my mistakes…

    Andrea

    • Dome ha detto:

      Sfogo accettato! Quindi confermi anche tu che travelling abroad expand your horizons. Sembra di vivere in una scatola chiusa se non si mette il naso e tutto il corpo fuori dalla porta di casa.
      Keep on fighting!!

  12. ilaria ha detto:

    La mia situazione è un pò particolare: non voglio andare in Australia, non mi è mai interessato andare in Australia, non mi piace l’inglese, e amo l’Italia. Ma purtroppo l’Italia è un posto difficile, sempre più difficile, tanto difficile che ci sta costringendo a scappare tutti via.
    Ora, il mio ragazzo vuole andare in Australia da sempre, e io non posso e non voglio impedirglielo. Quindi mi chiedo, cosa c’è di tanto speciale in Australia? Cioè, ho capito che se ci si impegna, si trova lavoro etc etc… Ma poi? Si può restare solo un anno, e non posso fare a meno di chiedermi come faccia l’Australia a non subire il processo di crisi che tutti gli altri paesi nel mondo stanno soffrendo – ciascuno a suo modo, chiaro.
    Bhè,il mio commento è forse fuori luogo. Puoi essere cattiva, mandarmi a quel paese, fai come vuoi. O forse mi risponderai, e magari saprai dirmi qualcosa in più delle notizie fiabesche che tripudiano su internet riguardo l’Australia.
    Anche io ho un sogno, ma purtroppo il mio paese mi sta tradendo. E tutti quelli che lavorano, anzi che vorrebbero lavorare, nel mio settore, che è quello umanistico – capirai, io sono specializzata in italianistica- si sentono tutti presi per i fondelli. Ti dico solo che stanno chiudendo persino le biblioteche… L’Italia sta tagliando le gambe a chi ha dei sogni, ci sta scoraggiando tutti, e andare via mi scoccia da morire, ma quando non si trova più lavoro nemmeno come cameriera – e fidati, io sono una che lavora da una vita… altro che suole delle scarpe consumate – bhè a quel punto sei costretto a prendere delle decisioni radicali

    Comunque, grazie per aver scritto questo post, in bocca a lupo per tutto!
    Ilaria

    • Dome ha detto:

      Ciao Ilaria, hai il mio pieno supporto su quanto tu dici riguardo all’Italia e a noi giovani. Non è per niente facile riuscire a campare facendo quello per cui si ha studiato o che ci piace fare; non è nemmeno più scontato lavorare, in senso lato. Io personalmente ho deciso di seguire il mio istinto, quello da nomade, perché rimanere nel nostro Paese non mi avrebbe realizzato o tanto meno avvicinato a qualcosa del genere.
      Si Parla molto di Australia ultimamente, non è l’eldorado, non da garanzie se uno ha intenzione di potersi trasferire e crearsi una nuova vita ma per quanto mi riguarda è una palestra di vita: hai un anno o anche due in cui devi imparare a gestirti in un posto nuovo, con una lingua diversa, confrontarti con persone di etnie diverse, inventarti e reinventarti, ingoiare rospi (per non usare altre espressioni), cadere e rialzarsi più forti di prima… insomma l’Oz non è da considerarsi come una semplice destinazione ma un’opportunità per imparare a conoscersi sia nel profondo che i propri limiti. E non è una cosa da tutti raggiungere tali consapevolezze.
      Grazie anche a te, Ilaria, per aver condiviso le tue opinioni.
      Ciao!

  13. Giada ha detto:

    Bellissimo articolo che condivido pienamente.. stessa cosa ho provato meglio USA

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