Yo soy “Tano”!

Tempo di tornare a casa dopo un piacevole weekend in Oslo, faccio solo in tempo a preparare lo zaino che già mi ritrovo in treno direzione Milano, verso l’aeroporto. Sarà un altro di quei viaggi intercontinentali lunghi, 25 ore sulla carta, di cui 10 di stopover a Madrid. Ho del lavoro arretrato che mi attanaglia da un paio di settimane, ma per meglio affrontare il jet-lag decido di sonnecchiare tra le panchine del mio gate, interrompendo i dormiveglia con pure necessità umane: cibo e bagno. Però nel frattempo una strana sensazione si è fatta strada: rimanendo lì disteso, immobile, dove centinaia di persone hanno fatto in tempo ad arrivare ed andarsene, mi sento senza una meta, senza quella solita cinetica che mi ha spinto a ripartire. Ero perso.

Per fortuna alla mezzanotte mancava poco e l’imbarco mi ha distratto da queste “nuove” domande esistenziali. Ci rifilano subito la cena, filmetto e torno a dormire. E’ una giornata splendida quella che mi accoglie a Buenos Aires, il sole è alto, l’aria frizzantina. Avvicinandosi alla città, dal finestrino dello shuttle bus, vedo case incomplete, panni stesi ad asciugare sui tetti, una ragnatela di cavi imbrogliarsi da un angolo all’altro delle abitazioni, una selva di antenne, strade sporche e vicoli che inspirano poca sicurezza ma pian piano le case vengono rimpiazzate da normali edifici, palazzi e grattacieli, simboli di una grossa città non mi sento tradito dalle mie aspettative. Ed iniziano le prime difficoltà: qui l’inglese lo parlano in pochi! E non capisco una mazza di quello che mi dicono, parlano decisamente troppo veloce. Passeggiando per le quadras, mi sembra di essere a Napoli: strade trafficate, clacson a destra e a manca, pieno di gente che passeggia in marciapiedi dissestati, che se ne sta’ seduta al bar, che fa l’elemosina, che ti vende le noccioline caramellate, borse, occhiali, braccialetti, calzini e chi più ne ha più ne metta. Ci sono una miriade di treatri (tra cui il teatro Colon, uno dei più importanti al mondo), a manciate nella stessa via, negozi di strumenti musicali dai quali fuoriescono le immancabili note del tango e tantissimi negozi di libri: tutto ciò a testimonianza di quanto questa città è viva e culturalmente importante.

Da far notare che Buenos Aires non possiede quell’istantaneo “fattore wow” di altre grandi città come Roma, Londra o Sydney. Non basta una fugace visita per comprendere la bellezza tutta sua de La Capital. Col tempo ci si ne innamora. Parlando coi locali, girovagando per i quartieri, trovando il posto giusto per fare le colazioni.. in altre parole bisogna viverla! Non bisogna poi dimenticare che anche qui han vissuti momenti intrisi di dolore. Per quanto civilizzata sia, Baires ha avuto delle parentesi piuttosto barbare. La storia non necessita di ripetersi da questi parti: tanto per menzionare le dittature degli anni ’70, le croniche guerre delle isole Falkland, le ineguaglianze di ricchezza e opportunità e la crisi economica del 2001 sono tutti problemi che ancor oggi sopravvivono.

E poi fa strano sentir parlare così enfaticamente bene di quello che l’italiano, “tano”, ha fatto per l’argentina: di solito all’estero dell’Italia non si usano splendidi aggettivi. E non nego che mi fa tanto sorridere sentire il porteño ordinare una cerveza chiamandola birra, magari senza sapere che quel suo slang ha una sua etimologia ben precisa. 🙂

Borse, valigie o zaino da viaggio?

Che sia una gita di un weekend, la classica settimana di ferie dal lavoro o un viaggio in giro per il mondo, un unico pensiero lega coloro che si apprestano a lasciare l’uscio di casa: “cosa devo portarmi via?”.

Partiamo da questo primo e fondamentale concetto, ovvero che non esiste una soluzione universale utilizzabile per ogni occasione, piuttosto bisogna adeguarsi a quest’ultime. L’idea di fondo è di avere una lista generale di cose da mettere nello zaino (si, non sono un gran fan di borse o valigie) e di volta in volta decidere quello che meglio rispecchia le esigenze del caso… perchè non vorrai mica portarti dietro dei pantaloncini se hai deciso di andare a scalare l’Himalaya, vero? 🙄 In altri termini, la tua lista è un contratto che sottoscrivi con te stesso, un continuo promemoria che se non è nella tua lista, non dovrebbe stare nel tuo zaino (in quanto tutto il necessario è già nella lista); in questo modo dovreste essere in grado di difendervi da quegli attacchi dell’ultimo minuto del “potrei aver bisogno di questo e quello”. Il peggior momento per pensare cosa portar via è proprio mentre si prepara lo zaino! Quindi il concetto fondamentale da imprimersi nella mente è che esiste una singola lista, e non differenti a seconda dei viaggi. Continua a leggere Borse, valigie o zaino da viaggio?

Viaggiare leggeri… si può!

Avete deciso di fare un viaggio, avete già comprato il biglietto aereo, siete super agitati e scalpitanti per la partenza e l’unica cosa materiale che potete fare è preparare il bagaglio. Ebbene si, questo arduo compito è capace di mettere al tappeto il vostro sistema nervoso poiché per quanto schiacciate e comprimete non riuscirete mai a far stare tutto quello che volete. Ed esiste un perché. Semplice, volete portar via troppe cose di cui la maggior parte inutili e che non userete mai. E per chi si fosse distratto, ripeto MAI!
Che sia un viaggio di lavoro, di ferie o un viaggio itinerante in giro per il globo poco importa, dovete portarvi dietro solo l’essenziale e nulla di più: muoversi con un solo e snello bagaglio vi farà innalzare la qualità del vostro viaggio. Non mi credete? Valutate voi stessi quello che vi sto per scrivere e non venite poi a raccontarmi che non vi avevo avvisato.

Considerate questi 4 vantaggi (a pensarci bene diventano 5) a viaggiare leggeri e avrete così una maggiore probabilità di godere di una migliore esperienza di viaggio:

  1. SICUREZZA è chiaro che meno cose si hanno appresso e meno si sente il bisogno di controllarsi continuamente per paura di dimenticare qualcosa, perderla o addirittura essere derubato. Inoltre non insospettirete quelli dogana perché difficilmente uno può fare del contrabbando viaggiando con un bagaglio solo e poco ingombrante. Raramente si raggiunge una pace dei sensi così facilmente!
  2. ECONOMICITÀ non dovrai più pagare qualcuno che ti aiuti a trasportare la tua roba o sistemarla nei depositi delle stazioni. Non dovrai più sborsare quattrini per gli extra (considera che ora molte compagnie aeree vi fanno pagare per tutti i bagagli che portate in aereo!). Potrai prendere i mezzi pubblici comodamente senza dover ricorrere a taxi o altri shuttle bus (se siete all’aeroporto). Potreste addirittura andare a piedi. E tutto ciò ti porta ad avere un contatto più intimo (e quindi gratificante) con la gente e i luoghi in cui sei andato a visitare.
  3. FLESSIBILITÀ meno cose da portarsi dietro significa maggior mobilità, e ciò ti permette di avere una più amplia scelta di viaggio. Non avrai bisogno di arrivare all’aeroporto prima del solito; potrai prendere con scioltezza autobus, tram e treni. Sarai in grado di gestire meglio situazioni in cui avrete perso una coincidenza o ci siano ritardi sul trasporto (perché potete pianificare percorsi alternativi senza doversi preoccupare di cosa possa accadere alle vostre cose). Sarai tra i primi a lasciare l’aeroporto, mentre gli altri saranno in attesa dei bagagli e in lunghe coda in attesa di passare il controllo della dogana.
  4. SERENITÀ avrai più tempo libero, perché ne impiegherai meno a sistemare il tuo bagaglio. Non impazzirai a raccogliere tutte le tue cose. Sai esattamente quello che hai con te, e sai dove trovarle (se prepari la tua roba ogni volta allo stesso modo). Tutti abbiamo visto almeno una volta, all’aeroporto, quegli sventurati, con troppi bagagli e pure espressioni di panico, preoccupati di aver perso le tracce di qualcosa o dimenticato qualcosa a chissà dove. In particolare i viaggi in paesi stranieri potrebbero essere molto impegnativi in quanto poco familiari e imprevedibili, ma il viaggiatore con il suo solo bagaglio è in grado di cavarsela tranquillamente poiché si basa su delle fondamenta solide e familiari con meno cose di cui preoccuparsi.
  5. ECOLOGIA tutto quello che ho appena scritto riguarda un beneficio diretto verso il viaggiatore. Ma viaggiare leggeri comporta vantaggi anche per il nostro pianeta. Meno cose da fabbricare. Meno utilizzi di veicoli ed altri macchinari per muovere le tue cose (te compreso 🙂 ). Meno uso di carburante che devono trasportarti. Effetti serra ridotti e quindi minori danni al nostro celestiale pianeta Terra.

Beata semplicità!!

Blue Mountains

Prima che il destino mi porti lontano da Sydney ho deciso di fare una breve gita alle celeberrime Blue Mountains. Del perchè questa zona montuosa prende questo nome ne è già stato svelato l’arcano in qualche post precedente ma male non fa ripetersi: poichè la vegetazione è ricca di eucalipto, da questi fuoriesce un olio che evaporando crea una sottile nebbiolina che in lontananza conferisce alla catena montuosa un aspetto azzurro. Ed in mezzo a tanta poesia ergono le “Three Sisters”, ovvero tre piccole cime famose in quanto la tradizione aborigena narra che tre sorelle innamoratesi di uomini bianchi, presumibilmente conquistatori provenienti da chissà quale parte del mondo, furono trasformate in roccia dal padre per impedire loro che lasciassero la loro terra andandosene con gli stranieri. Prendete questa storia con le pinze poichè non ho idea se sia la versione originale!! Tornando a fatti reali, questo parco nazionale lo si raggiunge con un paio d’ore di treno dalla city scendendo alla stazione di Katoomba, piccola cittadina
prettamente turistica visto che dopo le sei di sera si trasforma in città fantasma, nessun’anima in giro se non qualche sprovveduto turista (come il sottoscritto e gli altri ragazzi con i quali ha condiviso l’esperienza che ha deciso di trascorrere la notte per trattenersi un giorno in più) e subito si respira un’aria leggera e limpida ben diversa da quella inalata negli ultimi mesi ed inoltre la totale assenza del brusio di fondo che ogni città di medie-grosse dimensioni possiede per forza.
La zona è ben attrezzata per i turisti con semplici sentieri, angoli ristori con tavoli e panchine ed una infinità di look out dai quali ammirare fantastici scenari, cascate ed ovviamente le tre sorelle. Noi siamo stati fortunati ad aver avuto uno splendido giorno di sole che ci ha permesso di apprezzare in tutto il suo splendore la natura che ci circondava a differenza del secondo in cui la nebbia l’ha fatta da padrone fino alle prime ore del pomeriggio seguito poi da un cielo tendenzialmente grigio.
La cosa che mi ha colpito di più è stata la fitta vegetazione che ricopre queste montagne, talmente compressa che nemmeno i raggi di luce riescono a penetrarla; per darvi un’idea è come vedere un cavolfiore, pieno nel suo aspetto esteriore ma se lo tagliamo notiamo che ci sono anche spazi vuoti. Forse questo esempio non è dei migliori ma considerate che non è così facile accedervi nel bosco che solo nel 1994 è stato scoperta una nuova specie di albero!