Turista again

La lettera con il risultato del mio IELTS e’ arrivata, finalmente, stamane. Dopo piu’ di due settimane di attesa e crescente nervosismo, ho tra le mani quello che e’ stato il mio investimento in soldi, energia e tempo degli ultimi mesi. Mi presentai all’esame fiducioso piu’ che mai, sicuro delle mie capacita’ ma un tantino stanchino dalla nottata quasi in bianco trascorsa in ostello, grazie ad una ruspante coppietta che.. ha fatto quel che i conigli e tutti gli altri santi animali del pianeta fanno. Purtroppo, per quel che mi riguarda, nel momento e nel posto sbagliato. Io ho tentato di prendere la cosa, non tanto sullo scherzare (ci mancherebbe altro), piuttosto come un sfida, con me stesso, e vedere se anche in condizioni non ottimali sarei stato in grado di tirar fuori dal cappello il mio 7. Questo esame e’ tappa fondamentale per tutti quelli che come me non sono “native english speaker” ed hanno intenzione di lavorare e/o stabilirsi in australia. Non c’e’ da meravigliarsi se il 90% dei partecipanti sia indiano (o limitrofi). Dopo innumerevoli stretti
controlli della mia identita’, per l’esattezza ben quattro differenti check-point in cui altrettante persone sono state, con passaporto alla mano, almeno una decina di secondi a verificare che la mia faccia coincidesse con quella stampata su carta (mi domando come facciano a vedere differenze tra i cinesi), mi ritrovai in quel di una sconfinata palestra, seduto al mio banco contrassegnato da un codice stile battaglia navale. Ci volle un’ora per far sedere tutti, penso fossimo stati almeno un quattrocento. Tra qualche sbadiglio di troppo finalmente il test ebbe inizio, e non nel migliore dei modi! L’audio della prova del listening era stile altoparlante da stazione ferroviaria, gracchiante e con un noioso eco di sottofondo, abbastanza sgradevole da farmi commettere un paio di errori di troppo, prima di sintonizzare il mio orecchio a quell’infernale aggeggio sputa rumori. Fortunatamente riusci ad alzare il mio umore con il reading, conscio di avere effettuato una buona prova ed essere rientrato in carreggiata per il restante esame; il tema del writing, oltre alla descrizione di improbabili grafici, mirava alla piccante questione “cibo e salute” (sospiro di sollievo), e cosi’ piacevolmente scrissi la mia opinione a riguardo, fiducioso di aver dimostrato dimestichezza con la grammatica ed usato un amplio e ricercato vocabolario. Il grosso era fatto a questo punto, solo l’orale al tragurdo. Primo della lista (avevo l’aereo da prendere nel pomeriggio), ebbi una piacevole conversazione (a dire il vero parlavo solo io, la controparte faceva solo domande) riguardo l’Italia, il suo turismo e poi via via dell’economia mondiale in generale per poi ricadere nella minuta realta’ economica delle isole Fiji.. E’ stata una bella sfida quest’ultima prova. E via di corsa all’aereoporto, il lavoro mi aspettava a Sydney.
Ed eccomi qui seduto sull’angolo del mio letto, trattendo il respiro, apro la busta. Cosa!!! 6 in speaking!! Ma chi se ne frega, ho comunque ottenuto la mia media, quella del bello di denari.. Evvai!! E per festeggiare mi regalo una vacanzetta a Bali, me lo sono meritata in fondo. Ma prima faccio in tempo ad andare a visitare Manly, un’altra famosa spiaggia della capitale del NSW, meta di molti surfisti e brasiliani.

Cose dall’altro mondo

Di cose bizzarre ne ho viste molte nella mia vita ma non si finisce mai di rimanere di stucco. Avrei voluto fotografare la mia attonita faccia piuttosto che fotografare l’etichetta qui esposta… potere della globalizzazione! Ma le novita’ non son finite. Incredibile a dirsi ma i miei ostili sforzi nella pratica dell’inglese hanno iniziato a dare i loro frutti, con i miei temi che pian piano raggiungono livelli piu’ che buoni (che tradotto in altre parole non sono fantastici bensi’ sufficienti per il mio scopo), nella lettura continuo a mantenere proficui voti ed infine, nelle sezioni di ascolto e dialogo sono largamente piu’ attento a non commettere errori d’infanzia. Devo ammettere che rispetto ad un mese fa, il mio atteggiamento verso l’esame finale e’ cambiato decisamente, da un “ma chi me lo ha fatto fare” ad un piu’ incoraggiante “forse forse…”. Ne vedremo delle belle. Nel frattempo il mio orario lavorativo settimanale e’ stato ridotto ai minimi termini, dimezzato forse e’ la definizione corretta; mi ritrovo cosi’ a non mettere
da parte piu’ un solo dollaro perche’ tutte le entrate se ne escono in bus, affitti e cibarie varie. Ah, lontani i bei tempi di free accomodation e lavoro a tutto spiano, ora si respira aria di crisi.
Il prossimo 26 gennaio e’ di nuovo festa nazionale, l’Australian Day, una sorta di 4 luglio americano, ove gli ozzy orgogliosamente sventolano e indossano i colori della loro bandiera mentre ci danno dentro di improbabili barbeque ed immemorabili sbronze dalle 9 del mattino. In quel di Sydney, la manifestazione e’ particolarmente concentrata come al solito in Darling Harbour e d’intorni, con spettacoli aquatici, performance musicali nell’attesa degli immancabili fuochi artificiali delle otto e mezza di sera. E sara’ una gran festa, specie per la concomitanza dell’imminente capodanno cinese, un gran subbuglio per le strade del CBD, vagonate di lavoro per le forze dell’ordine e i netturbini, il tutto contornato da un terribile disagio per gli automobilisti che devono attraversare la citta’. Buon Australian Day a tutti!!

It’s xmas again!

Siamo nel cuore dell’estate e come l’anno scorso le pioggie fanno da padrone, manco fossimo in area tropicale dove i mansoni dettano legge. Devo ammettere pero’ che tutto questo mal tempo ha giovato al mio rendimento scolastico, facendomi evitare troppe estive distrazioni concentrandomi su future perfect, conditionals e tanti tanti writing. Considerando le mie prime orribili valutazioni (generalmente 4-5 su 9 punti totali) ora sono riuscito a raggiungere livelli insperati, sfiorando il tanto bramato 7, che mi permetterebbe di fare richiesta di lavoro come tecnico di radiologia in australia come nel resto del mondo. Un traguardo che sarebbe come un sogno per me. Natale l’ho trascorso come ogni altra vacanza che si rispetti, svegliandomi senza preoccuparmi dell’orario, passeggiatina nell’immenso parco sotto casa, piccola siesta all’ombra di un albero, alcune pagine di sana lettura inglese aspettando i placidi colori del cielo al tramonto. Questo piu’ o meno e’ stato il programma delle mie due settimane di vacanza,
rilassanti e all’insegna del risparmio, in previsione di una scappatina all’estero a fine studi. Al momento la mia unica preoccupazione e’ di riuscire a trovare un instituto che mi permetta di dare il mio test d’inglese prima di marzo dato che la scadenza del visto e’ in quel mese. L’unica soluzione appare essere fuori Sydney, non proprio a portata di mano, in altre parole a Melbourne; esiste solo un enorme problema: per iscriversi bisogna andare di persona! Nonostante mille telefonate non sono riuscito a persuadere la segretaria nel farmi iscrivere in via telematica ma se non altro mi ha garantito il restante posto vacante se mi fossi presentato prima di una certa data. Sfortuna vuole che siamo in periodo di ferie e le scuole sono chiuse, per cui non potendo fare nessuna capatina nella capitale del Victoria nel frattempo, ho dovuto prenotare l’aereo per i primi giorni lavorativi di gennaio ad un prezzo esagerato (me tapino!). Partenza alle 6 di mattina e ritorno verso le nove di sera, tutto in giornata. Sara’ una bella maratona…

Tempus volant

Bene o male un anno e’ trascorso, piuttosto velocemente per quanto mi riguarda, e la situazione sembra non essere variata di molto tant’e’ che il conto bancario e’ al verde e sono di nuovo a scuola d’inglese. In realta’ molto e’ cambiato se si considera che ora vivo in un appartamento con una stanza tutta mia (avevo completamento dimenticato il significato di dormire in un posto tranquillo, senza rumori e distrazioni), il corso a scuola ora e’ “advanced” e non “intermediate” e mi sento particolarmente accasato in una citta’ come Sydney. Per la serie il mondo e’ piccolo, due miei compagni di classe che vengono da mestre, incredibile a dirlo, conoscono la mia vicina di casa. E come se non bastasse un’insegnante e’ venuta a fare una supplenza, e parlando del piu’ e del meno e’ salito a galla che lei e’ meta’ americana e meta’ italiana, nulla di ecclatante fin qua, ma se si considera che la mamma e’ di Fossalta di Portogruaro… certo che se uno volesse far perdere le sue tracce scappando in questi luoghi sarebbe un incredibile fallimento!
Per il resto le mie giornate procedono senza grande enfasi, talvolta trascorrendo il pomeriggio al mare, facendo due tiro a basket, provando a studiare e per fortuna lavoricchiando in alcune pizzerie. Con il nuovo visto da studente sono molto limitato nel lavorare, riesco giusto a mettere da parte $50 dollari a settimana escludendo affitti e vitti. Diciamo che ho visto tempi migliori…

Inverno atipico

Eccomi riapparire in quel di Sydney quando ormai il calendario segna metà giugno. Ritorno ad appropriarmi del mio letto in ostello e, sorpresa, ritrovo alcuni amici che avevo lasciato prima di intraprendere il mio viaggio e così iniziamo i festeggiamenti tra racconti d’esperienze vissute tra qualche bicchiere di troppo. Inizia così la caccia a qualche lavoretto per tentare di ristabilire le ormai scarse finanze e come per magia torno ad impugnare carte vetrate, antiruggine, pennelli e via a fare il manovale. È però inverno e talvolta il tempo non mi permette di lavorare all’aperto e trovo soluzione andando a fare alcuni lavori tipo traslocatore, giardiniere.. insomma quel genere di occupazioni in cui usi poco la testa e molto le “gambe”.. Sono stato anche incaricato come tuttofare nel mese di vacanza del boss dell’ostello, praticamente ogni cosa da riparare, il barbeque del venerdi e i pancakes della domenica erano cosa mia, insomma gli ho fatto da vice. Tutto ciò non è stato sufficiente per stare tranquillo col conto in banca soprattutto in previsione di pagarmi scuola, il nuovo visto senza poi dimenticare affitti e cibarie varie e alla fine, con un pò di riluttanza, ritorno a fare il più remunerativo lavora da pizzaiolo nel posto dove avevo già lavorato, giusto in tempo per vedere Russel Crowe e Megan Gale venire a mangiare qualcosa per pranzo. In realtà non sono rimasto a faticare a lungo in quella pizzeria perché per una incomprensione di tempi e orari sono stato licenziato in quanto non combaciavo con le richieste del pizzaiolo capo. O almeno così è quel che mi ha detto.. In tutto ciò ho trovato anche il tempo per fare qualcosa di divertente e diverso: sono stato all’inaugurazione del primo Apple store australiano e non di meno dell’emisfero australe (ero tra i primi 100 a mettere piede in questo futuristico negozio a 3 piani), ho compilato il modulo delle tasse per avere indietro parte dei soldi che i miei datori di lavoro hanno versato come contributi, sono andato allo stadio a vedere un match di footy, in altre parole una mezza via tra rugby, calcio e basket di cui gli australiani, inventori di questo sport, ne vanno pazzi; mi sono svegliato nel bel mezzo della notte per andare a vedere le partite della nazionale perdere ai rigori e per finire ho fatto un pò di movida notturna in alcuni club e disco di questa giovane città. Rare volte mi sono trovato a battere i denti dal freddo tant’è che che sono sopravvissuto senza un guardaroba provvisto di maglioni, sciarpe e guanti.. mai sotto i zero gradi e solo dopo il tramonto ero costretto a indossare le scarpe al posto delle infradito. Oh, che sia chiaro, non è estate tutto l’anno qua come in tanti turisti poco informati sono rimasti scioccati quando sono atterrati per la prima volta in Australia pensando di vestire maniche corte anche a ferragosto (suona alquanto strano, lo so). Se proprio vuoi bel tempo tutto l’anno puoi andare a Darwin dove la temperatura è mediamente 30 gradi tutti i santi giorni! Il resto del tempo l’ho trascorso girovagando per Sydney e dintorni alla ricerca di una casa (con scarsissimi risultati) e salutando tanti compagni pronti a ritornare in patria. Se solo mi fermo a pensare un momento quanto persone ho avuto il piacere di conoscere in questi ultimi mesi, la cifra è parecchio alta tanto che difficilmente potrei ricordarmi tutte le facce..

Australian day

In altre parole è la festa nazionale, il nostro 2 giugno o 4 luglio americano per fare degli esempi. Tanto è sentita che quest’anno, poiché cadeva di sabato, giorno non lavorativo, la festa è stata prolungata fino al lunedi risultando così un 3 giorni di festeggiamenti (questo è un limpido esempio dal quale il nostro Paese deve attingere e imparare per sensibilizzare il popolo italiano ad amare il tricolore, a risvegliare un orgoglio assopito). È una giornata di pura euforia nella quale, fin dalla mattina, gli australiani si riversano per le strade e per i parchi delle città e si fa festa fin a tarda notte. Per l’occasione ci sono mille iniziative, vengono preparati eventi di ogni genere e gusto, dalla musica live per le strade della città, a gare di vela nella baia di Sydney, passando per musei aperti tutte le ore, spettacoli aerei, bbq ovunque e gran finale con i fuochi d’artificio in darling harbour (nulla di paragonabile a quelli del 31 dicembre, questi sono all’ennesima potenza, uno spettacolo unico del suo genere) . Tutti i negozi vendono infiniti gadget con i colori della bandiera australiana, cappellini, pantaloncini, infradito, bandierine, asciugamani… Io, ma penso anche gli altri turisti, veniamo talmente coinvolti dalla eccitazione, dal calore, dalla follia per questo Australian Day che ci sentiamo un po’ accasati, lo sentiamo in parte anche nostro. Ed è allora che un pizzico Continua a leggere Australian day

Intermezzo

Eccomi riapparire dopo una sfiancante maratona tra scuola e lavoro, in cui non ho trovato il tempo di fare nulla di speciale da riportare nel mio blog. Ecco allora che colgo l’occasione di riportare alcune cose che probabilmente non avrei ritenuto importante scrivere. Partiamo dai cocoorege o cocoorige o come diavolo si scrive, in altre parole dagli onnipresenti scarafaggi che dominano la città: mettete una mano di taglio a livello dell’unghia del mignolo dell’altra mano, ora fate scorrere la prima mano pian piano verso il polso della seconda e avrete così, mantenendo come riferimento il mignolo, le varianti di tutte le grandezze di questi insetti. Se ne trovano di tutte le grandezze! Dal centimetro scarso fino ai più rari 10 cm ma che avuto l’onore di vederlo camminare sulla mia gamba il primo giorno che ero a Sydney, come biglietto di benvenuto. Si trovano ovunque, dalle cantine agli uffici dell’ultimo piano dei grattacieli, in ogni luogo in cui si possa trovare del cibo o residui di questo; ci sono delle vere e proprie campagne che
sensibilizzano la gente a non mangiare nei luoghi di lavoro, nella aule di scuola, nei cinema e via dicendo per evitare di essere invasi da questi affamati scarafaggi. Vengono fuori specialmente la sera, all’imbrunire, e si concentrano nei bidoni dell’immondizia dove trovano abbondanti banchetti prelibati; non vi dico poi quando arriva il camion che raccoglie i rifiuti..come inserisce la prima e parte ne cadono a fiotte..vedere per credere!!
Come la città è dominata dagli scarafaggi le zone balneari sono territorio indiscusso dei gabbiani. Ormai sono pienamente integrati con l’uomo ed anche se le spiagge sono stracolme di gente loro non si fanno problemi a passeggiare fra gli asciugamani alla ricerca di qualcosa da ingurgitare. Ho ancora davanti agli occhi la scena di due bambine che giocavano sul bagnasciuga con una pallina: una di loro non prende al volo il giocattolo e come un falco un gabbiano si precipite sulla pallina e se la porta via! Non vi racconto le facce delle due sfortunate.. E poi non capisco il motivo per cui la maggior parte di questi uccelli ha una zampa sola! Mah.