Clelia, la perspicace architetta

Quest’oggi ho il piacere e anche l’onore di presentarvi Clelia, una persona che purtroppo non conosco personalmente ma da quel poco che ho potuto percepire è una figura di inesauribile energia, fonte di motivazione e ammirevole stima.  E come se non bastasse è una grande sognatrice e soprattutto viaggiatrice, nonché la mente che ha, permettetemi la battuta, “architettato” una fantastica iniziativa. Ma lascio a lei l’onore di parlarne. Grande Clelia!!

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.
33 anni, italiana, nata e cresciuta nella provincia di Treviso. Figlia d’arte, mi sono laureata in Architettura allo IUAV di Venezia sette anni fa, e da allora vivo a Sydney, in Australia.

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?
Ho sempre avuto una passione innata ed insaziabile per i viaggi, per esplorare nuove città, continenti e culture. Ho sempre saputo che la mia curiosità non mi avrebbe permesso di restare per sempre in Italia, e credo fermamente che viaggiare ed entrare in contatto con culture diverse dalla nostra, impararne la lingua ed assorbirne le tradizioni, ci renda persone migliori e più complete. Se poi applichiamo questi concetti al campo dell’architettura e al mio lavoro, la soluzione diventa quasi inevitabile!

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?
So che può sembrare un po’ naive, ma sono cresciuta guardando Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri e Georgie, quindi fin da bambina ho sempre visto l’Australia come un continente lontano e misterioso che un giorno mi sarebbe piaciuto esplorare. Il desiderio di migliorare il mio inglese per scopi lavorativi mi ha poi portata a scegliere Sydney come meta del mio viaggio post-laurea.
Non appena ho potuto sono saltata su un aereo, con le tasche mezze vuote, tanti sogni, speranze, e un Working Holiday Visa…non mi sembrava vero!
All’epoca l’Australia non era una meta molto comune….tante persone mi hanno chiesto “perché?” . Che dire. Non avevo un vero e proprio piano di attacco, ma alle volte seguire i propri sogni è tutto quello che serve. La mia riposta è sempre stata “perché no?“.

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?
Dopo solo poche settimane trascorse a Sydney era già amore! I risparmi sono finiti presto, ed ho dovuto fare di necessità virtù: mi son rimboccata le maniche ed ho iniziato a servire caffè di giorno e mandare centinaia di curriculum la notte…. era l’inizio del 2007, mi sono data 3 mesi per trovare il “dream job“, altrimenti si tornava a casa.

Affrontare colloqui di lavoro con un inglese stento e nessuna conoscenza delle metodologie costruttive locali non è stato facile, senza considerare il fatto che il Working Holiday Visa non era comunque ben visto dai datori di lavoro nemmeno all’epoca… Ma sbagliando s’impara, e dopo una decina di fallimenti brutali ho imparato a trasformare le mie debolezze in punti di forza, e Io speriamo che me la cavo alla fine ha portato i suoi frutti! Avevo un lavoro!

5) Hai nuove idee per il futuro?
Certamente! L’Australia è la ‘terra delle opportunità’ e sarebbe sciocco non approfittarne. Dopo aver lavorato per sei anni in uno studio di architettura ed interni locale ed aver finalmente ottenuto la cittadinanza Australiana, ho recentemente avviato una collaborazione personale con uno studio di architettura italiano che permetta ad entrambi di beneficiare delle risorse che i due paesi hanno da offrire e di sviluppare progetti in parallelo.

Inoltre, mi sto occupando del progetto AIA_Italia in collaborazione con un altro architetto italiano di Sydney. Architecture in Australia_Italia (aia-italia.com) è una piattaforma online dove gli architetti, studenti di architettura e designer italiani possono trovare informazioni, contatti e consigli su quello che è il mondo dell’architettura e la professione di architetto in Australia. E’ un progetto che sta crescendo rapidamente anche per merito dei nostri social media (Facebook facebook.com/architectureinaustralia e Twitter twitter.com/aia_italia ) e che vuole fornire un punto di riferimento e di scambio di idee ed esperienze per tutti coloro che stanno pianificando il proprio futuro Downunder.

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?
Probabilmente no. Amo l’Italia e la nostalgia e lontananza sono due realtà con cui devo convivere ogni giorno. Ma nonostante tutto lo vedrei come un passo indietro. Credo di avere ancora molto da imparare, e molto da viaggiare. Vedo l’Italia come una famiglia che sarà sempre pronta ad accogliermi quando il resto del mondo avrà finito di darmi tutto quello che ha ancora da dare.

7) Cosa non ti piace dell’Oz?
La lontananza e la mancanza di un passato. Sono i suoi punti deboli, ma allo stesso tempo le sue forze.

8) E cosa ti manca di più di casa?
La famiglia, senza ombra di dubbio. Le tradizioni. E ‘l’eccezione alla regola‘, che rende tutto un po’ più speciale!

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?
Non perdersi mai d’animo e non sottovalutare le difficoltà di inserimento. Partire preparati, con entusiasmo e determinazione. So che sembrerà un po’ scontato, ma ho visto tante persone arrivare e ripartire… o restare. E quello che fa la differenza tra un’esperienza positiva, che sia di un anno o di una vita, e un fallimento, è la forza di volontà e la capacità di adattamento. Never give up!

Max il meccanico

Massimiliano l’ho intercettato per caso proprio qui nel blog. Ho letto un suo commento in risposta di un altro utente e dalle sue parole ho capito subito che era qualcuno che le cose le sapeva. E non sbagliavo. Difatti si trovava in attesa della risposta finale per la sponsorizzazione… che è finalmente arrivata! Complimenti Max!!

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.
Mi chiamo Massimiliano, vengo dallaprovincia di Asti, dove svolgevo l’attività in proprio come tecnico e rivenditore di attrezzature per l’arte bianca. Prima di svolgere questa attività ho fatto il meccanico per la preparazione di mcchine da corsa ed ho seguito il campinato mondiale Rally, che mi ha permesso di girare il mondo.

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?
Il totale congelamento del lavoro in Italia a causa della stretta finanziaria, il tentavito di continuare la mia professione altrove visto che mi ha sempre dato soddisfazione.

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?
Ero stato piu’ volte in Nuova Zelanda e mi ero innamorato del posto e della gente. Nel 1997 mi ero informato per trasferirmi ma non ebbi il coraggio anche perchè le cose funzionavano nel mio lavoro.

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?
Innanzi tutto spendendo ore ed ore di notte di giorno sulle yellow pages e su google alla ricerca delle aziende Oz che svolgono la mia stessa attività. Poi l’invio del CV in Inglese sapienetemente preparato dalla mia compagna, avvocato in contrattualistica internazionale. Dopo aver ricevuto le risposte abbiamo organizzato un incontro con tutti I manager (5) delle aziende e poi l’ardua decisione di partire.

5) Hai nuove idee per il futuro?
Si. Mi piacerebbe provare un iniziativa come cuoco a domicilio su ordinazione!! Un sogno nel cassette, abbinare la mia passione per la cucina ed il vino italiano, alla voglia di sapori italiani da parte degli australiani.

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?
Risposta estremamente difficile. Ho solo un motivo che mi porterebbe in Italia e sono i miei figli. La qualità della vita qui è troppo diversa e migliore per poterci rinunciare. Ovvio non e’ semplice cambiare posti ed abitudini dopo 40 anni, e l’Italia è sempre l’Italia con la sua storia, la sua architettura, la sua cultura, il suo cibo e mille altre cose…. Diciamo che il sogno sarebbe avere i miei figli qui con me, anzi con noi, e poi tornare una volta all’anno in Italia a visitare i parenti ed amici come turisti! Inoltre ho fatto questo lavoro di oggi qui in Oz, per 19 anni in Italia e sinceramente le differenze sono tante sotto molti punti di vista e trovo il sistema Australia più convincente di quello italiano.

7) Cosa non ti piace dell’Oz?
Un po’ troppo bacchettoni al volante… appena sbagli qualcosa si arrabbiano!! Ma e’ anche giusto. Non hanno una “cucina loro”.. non esiste il ristorante Australiano. Il costo del biglietto aereo per l’Italia…

8) E cosa ti manca di più di casa?
I miei figli!! Come l’aria!! I miei amici e i miei genitori. Mi manca quello che forse prima non apprezzavo: la bellezza di una citta’ come Torino, come Siena, come Roma… si forse la storia che si legge in ogni palazzo storico delle nostre città sia grandi che piccolo… questo è la mancanza piu grande di questo paese e putroppo, per la quale non si può fare niente.

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?
Consigli… se ci credi ci devi provare. Ma non alla rinfusa. Programmando ogni singolo passo. Un buon inglese non sufficiente ma buono almeno. Una professione in mano e possibilmente particolare (fabbro, falegname Idraulico….) qui di lauereati ce ne sono tantissimi e tutti alla ricerca del riconoscimento del loro titolo giustamente, ma di mani buone qui ne hanno bisogno!! Non partire con pochi sold per non andare sotto stress subito ma sopratutto avere tanta determinazione perchè i momenti di sconforto e solitudine arrivano eccome.. e se non sei più che convinto e determinato… l’aereoporto e’ dietro l’angolo..

Pier il chimico

Pier l’ho intercettato quasi per caso grazie ad un suo intervento in uno dei miei post, dimostrando fin da subito una certa competenza nel campo dello sponsorship visa. Incuriosito (uno dei pochi che nel mio sito non domanda ma risponde! 🙂 ) scambio un paio di email e scopro cose interessanti sul suo conto. Premetto che potreste aver già letto qualcosa a suo riguardo in altri blog (Pier è una celebrità!) ma bando alle ciance è tempo di leggere la sua avventura.

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.

Mi chiamo Pier, 46 anni compiuti e da quasi 6 anni vivo in Australia. Sono laureato in Chimica ed in Italia mi occupavo di analisi chimiche con la posizione di Lab Manager in una piccola Societa’ Ambientale.

 

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?

Nessuna fuga o ricerca di un qualcosa che non trovavo in Italia. Non ero alla ricerca di nessun futuro all’estero, anzi il mio obbiettivo era di lavorare il più possibile vicino a casa. Mi sono ritrovato a vivere all’estero per caso, senza averlo programmato.

 

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?

Ho un amico d’Università mezzo canguro, il quale aveva vissuto fino a 18 anni in Australia e da 10 anni era ritornato a vivere in down under. Sei anni or sono ero andato a trovarlo, per farmi 3 mesi di vacanza in Australia e tentare anche di migliorare il mio scarso inglese.

 

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?

Sarebbe piu’ corretto dire che l’occupazione aveva trovato me. Era successo che durante la vacanza in Australia, nella società dove lavorava il mio amico si era liberata una posizione per la mia professione, e lui mi chiese se ero interessato a ricoprirla. Dopo alcuni colloqui informali e alcune dimostrazioni delle mie skills su dei loro problemi tecnici, la società del mio amico (nonostante il mio pessimo inglese) decide di offrirmi la sponsorizzazione per il visto 457. Sul momento ero in dubbio di accettare l’offerta, poi per un serie di eventi accaduti durante la fine della mia breve permanenza in Australia, decido di formalizzare la volontà di accettare la proposta di lavoro. Finito il visto turistico ritorno in Italia per preparare i documenti necessari e dopo 4 mesi sono di nuovo in viaggio per l’Australia. Inizio l’iter per il visto e dopo alcuni mesi viene approvato (per mia fortuna non mi avevano richiesto il test d’inglese). Sul momento pensavo di farmi un paio di anni in Australia, giusto per migliorare l’inglese e  per accumulare un’esperienza lavorativa all’estero. Ero sempre comunque dell’idea di ritornare in Italia. Intanto era iniziata la crisi economica e vedendo l’aria che tirava, specie in Italia, chiesi alla mia società di poter applicare per il visto permanente sotto sponsorizzazione (giusto per non chiudermi la porta all’Australia). Riesco ad ottenere anche il visto permanente e dopo un’anno da residente permanente (e 3 da temporaneo) applico per la domanda per la cittadinanza Australiana (in modo da non avere più nessun vincolo con la mia società e con i visti). Il 6 Novembre del 2012, dopo la cerimonia di giuramento, sono divento “australiano” sulla carta.

 

5) Hai nuove idee per il futuro?

Per ora non ho dei veri progetti in ballo, solo alcune idee per la testa, che eventualmente, entro il prossimo anno, iniziero’ a concretizzare.

 

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?

3 anni fa la mia precedente azienda aveva chiesto se ero disposto a ritornare indietro. Per vari motivi alla fine non se n’era fatto nulla. Ora che ho il passaporto Australiano, potrei anche accettare una nuova occupazione in Italia, ma conoscendo il mercato del lavoro nel Bel Paese non credo si possa realizzare. Non mi dispiacerebbe provare in qualche nazione Europea, come Germania, Francia o UK.

 

7) Cosa non ti piace dell’Oz?

Essendo arrivato tardi in Oz, faccio ancora fatica ad adattarmi al loro stile di vita, ma sono piccole cose di poco conto e molto soggettive. Nel complesso e’ una buon paese, con non troppa burocrazia ed un sistema amministrativo snello ed efficiente. Di negativo sono i prezzi delle case, specie a Sydney, troppo alti rispetto al mio reddito.

 

8) E cosa ti manca di più di casa?

Mancano le serate con i miei amici di sempre, la cucina della mamma (qualche volta) ed alcuni paesaggi dei luoghi nativi, ma quando annualmente ritorno a casa non mi accorgo del tempo trascorso fuori dall’Italia.

 

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?

Consiglio di arrivare il prima possibile (possibilmente entro i 30 anni), con un progetto in testa e delle buone skills da poter spendere in Australia. Ovviamente è più che importante sapere o imparare bene il prima possibile l’inglese.

Alla fine una storia leggermente diversa da altre.

Alcuni parenti ed amici trovano strano il mio non particolare entusiasmo nel raccontare la mia vita in Oz, in quanto dicono che leggendo i giornali , sono in molti quelli che farebbero carte false pur di poter venir a vivere qui, ed io senza volerlo mi sono ritrovato dall’altra parte del mondo. Spesso mi chiedo se ho fatto la cosa giusta o un’altra delle mie caz….