Il social network di ieri

(Guest post tratto da una mail ricevuta di recente)

[…] Alla fine sono rimasta qui. Sono stata a tentennare per un bel po’ giù in reception con Carolina, ci siamo pappate dei dolcetti alle noci indiani e poi è arrivato il capo ostello, che ci ha intrattenute finchè non mi è arrivato il messaggio di Domenico che diceva di essere troppo stanco per uscire (risparmiandomi così un bel po’ di ore di intontimento totale domani a lezione!). Tanto ci saranno altre occasioni. Mi spiace per il tipo in stanza con me, al quale avevo detto che ci saremmo visti al locale, ma è comunque uscito coi suoi amici quindi poco male. Alla reception ho conosciuto anche un ragazzo, Fabio, che ha vissuto in ostello per un mese prima che io arrivassi, anche lui alla ricerca di una casa.

E’ proprio vero che questi posti ti portano a parlare, a raccontare di te e ad ascoltare della vita degli altri, delle loro esperienze, dei loro Continua a leggere Il social network di ieri

Che si fà per campare…

Da che non lavoro più in pizzeria ho cercato altri lavori per mettere da parte altri soldi e per tenermi occupato alcuni giorni della settimana. In realtà non ho dovuto fare grandi ricerche perché il lavoro lo trovato in “casa”, da piccoli lavoretti, quali mettere a posto un rubinetto che perde o fare manutenzione sui computer della reception ad altri più impegnativi sia dal punto di vista tempistico che fisico quale il dipingere a nuovo il pavimento del cortile, per giunta ben 2 volte perché la prima si è rivelata un bello spreco di qualsiasi risorsa per via del pessimo cemento che non ha permesso alla pittura di atticchire come avrebbe dovuto. Poco importa visto che alla fine il lavoro è stato ben apprezzato sia dal boss che dagli altri ragazzi dell’ostello.
Ma le mie esperienze lavorative non si sono fermate solo a quanto appena citato bensì ho avuto l’occasione di far parte di un team specializzato nella costruzione di tendoni da circo, utilizzati nel mio caso come una sala disco per il Future Music Festival, evento al quale ho potuto partecipare in modo gratuito in quanto facente parte dello staff.
Non poteva andarmi meglio di così: a questa giornata di sola musica elettronica hanno fatto parte parecchi artisti, chi più chi meno Continua a leggere Che si fà per campare…

Vita d’ostello

Cos’è successo in questo ultimo periodo? Facciamo il punto della situazione. Verso la fine di gennaio ho terminato il coro d’inglese e nel giro di alcuni giorni ho smesso pure di lavorare in pizzeria. A dirla tutta non è che ho mollato il lavoro di mia iniziativa ma semplicemente non mi hanno più chiamato ed io non mi sono mai fatto sentire perchè mi andava bene star ad oziare tutto il giorno senza avere problemi di impegni e orari, vacanza in altre parole. Ma con la pioggia. Infatti sono seguite due settimane di pioggia no-stop che mi hanno obbligato alla vita d’ostello. Pazienza. E senza perdermi d’animo ho trovato una buona alternativa al far nulla: cucinare. In ostello siamo una bella comunità di italiani e la sera ci ritroviamo a cenare tutti assieme invitando alcuni amici incontrati qua e là e alla fine siamo sempre almeno una decina di noi e così cucino qualcosa per tutti tentando di far apprezzare la nostra cucina a quei ragazzi che la conoscono solo per sentito dire. E devo dire che è un bel momento quando ci si siede tutti a tavola tutti assieme, fa un bell’effetto se paragonato alle abitudini degli altri ragazzi che cenano per conto proprio mangiando noodles dall’orripilante odore ed immagino anche sapore. E poi quando mi sento dire dagli amici stranieri che è bello cenare in gruppo come fosse in famiglia e che vogliono importare quest’abitudine, come quella Continua a leggere Vita d’ostello

Xmas party

In occasione dei festegiamenti un ragazzo canadese, che è solito organizzare e gestire per l’ostello serate in giro per locali, ha pensato bene di far coincidere il consueto venerdi del free barbeque con una piccola festicciola in tema natalizio, o quasi. Di natalizio c’era ben poco, ossia il “clima”, l’idea di scambiarsi i regali, e per rendere ancor di più l’idea di festa i partecipanti son stati invitati a vestirsi in modo da simboleggiare in qualche modo il paese da cui provenivano. Esempio utilizzato sul piccolo manifesto che ne pubblicizzava l’evento era per gli italiani di indossare un cappello con la torre di Pisa (!?). Io non c’ho perso molto tempo a pensare come vestirmi, il “costume” lo avevo già! Qual perfetto connubio indossare i panni del cuoco, nel vero senso della parola, in un party dove il sottoscritto aveva chiesto di prendere le redini del reparto barbeque. Pensate che il costume da cuoco non simboleggi in modo sufficiente il nostro bel paese? Qui italiano è sinonimo di mangiar bene..Ok, ok, avete ragione sul fatto che sono il solito super-impegnato che poteva fare a meno di immischiarsi riguardo al barbeque ma non potevo pensare di mangiare (mangiare è forse ù
un eufemismo) anche questo venerdi bistecche carbonizzate, wustel disidratati e carne di canguro dalla consistenza di caucciù!! Così mi sono messo d’impegno, ho affilato un coltello per tagliare le carne di canguro (qui arriva in blocchi, non già preparata in fette e non capisco il perché), ho pulito le bistecche di manzo da ossa e cartilagini (penso che i macellai qui utilizzino accette e colpi a caso per preparare i loro tagli di carne) e organizzato per riuscire a servire in modo rapido una ottantina di persone. Mi sono proprio divertito. Aldilà che l’ho fatto innanzitutto perché mi piace, ma l’applauso sfociato dai ragazzi dell’ostello è suonato come una liberazione, “finalmente si mangia della carne decente, non la solita sbobba sfascia mandibole”. Mi sto già preparando per il prossimo venerdi, comprerò qualche rametto di rosmarino e alcune spezie per condire la carne così magari i ragazzi inizieranno a fare a meno di utilizzare quelle strane salse dalle etichette “sapore italiano” che per quanto mi riguarda uccidono il sapore di quel che stanno mangiando. Vedremo se apprezzeranno questo mio gesto. Ah, dimenticavo..il manager dell’ostello, colui che tra l’altro cucinava al venerdi, mi ha fatto un regalo, un set per barbeque marchiato simpsons! Che bel!!

Case e casi

L’idea iniziale era quella di atterrare, ambientarmi, trovare lavoro e a quel punto dedicarmi alla ricerca di una casa in quel di Sydney. Facile per i primi 3 punti e mooolto più complicato per l’ultimo. Parecchi ragazzi che ho incontrato fin adesso, anche loro alla ricerca di una sistemazione migliore di un ostello, hanno trovato un letto, una stanza dove far riposare le proprie membra ma o io sono stato sfortunato o non mi sono accontentato di quel che ho visto. Partendo dal presupposto che il tempo dedicato alla ricerca della casa è stato esiguo perché impegnato a tempo pieno tra scuola e lavoro, quel che ho potuto constatare è che le case qui non sono per niente un granchè a patto, ovviamente, di sborsare qualche monetina in più. Quel che ho visto si può riassumere in questi generi:

1. Case infestate da orientali. Non sono razzista ma l’idea di vivere con coreani, cinesi e chi per loro non mi aggrada così tanto soprattutto Continua a leggere Case e casi

L’ostello

Partiamo della cucina: è un campo di battaglia, piatti ovunque, bicchieri in ogni dove, avanzi del pranzo per terra ed il lavello pieno di stoviglie, ovviamente tutto rigorosamente sporco. E la cosa che mi ha colpito di più è che non mi sembrava una cosa fuori dal comune ma era quasi una situazione normale e per questo devo ringraziare i compagni di casa universitaria che, senza esagerare sullo sporco, i piatti non li lavavano mai. Non mi è così difficile la convivenza qui in ostello insieme a ragazzi provenienti da mezza europa. Tutto sommato abbiamo parecchio in comune, siamo tutti in vacanza in questa città, ci piace divertirci, giocare a poker, uscire insieme la sera.. e poi è divertente vedere quali sono le abitudini alimentari di chi ti sta vicino. Partendo dal presupposto che secondo me noi italiani ci dobbiamo ritenere fortunati per quanto riguarda la nostra tradizione culinaria, se ne vedono di tutti i colori fuori dalla nostra amata penisola, dalla pasta al pomodoro, dove quest’ultimo è semplice ketchup, ad insalate miste che più miste non si può. Sfido che poi tutti invidiano la cucina italiana!!
Bagni e camere sono al limite della decenza e poi nella camera c’è un continuo andirivieni di persone per cui la confusione non è mai troppa.
Tutto sommato non male la vita qui in ostello.