Cose dall’altro mondo

Di cose bizzarre ne ho viste molte nella mia vita ma non si finisce mai di rimanere di stucco. Avrei voluto fotografare la mia attonita faccia piuttosto che fotografare l’etichetta qui esposta… potere della globalizzazione! Ma le novita’ non son finite. Incredibile a dirsi ma i miei ostili sforzi nella pratica dell’inglese hanno iniziato a dare i loro frutti, con i miei temi che pian piano raggiungono livelli piu’ che buoni (che tradotto in altre parole non sono fantastici bensi’ sufficienti per il mio scopo), nella lettura continuo a mantenere proficui voti ed infine, nelle sezioni di ascolto e dialogo sono largamente piu’ attento a non commettere errori d’infanzia. Devo ammettere che rispetto ad un mese fa, il mio atteggiamento verso l’esame finale e’ cambiato decisamente, da un “ma chi me lo ha fatto fare” ad un piu’ incoraggiante “forse forse…”. Ne vedremo delle belle. Nel frattempo il mio orario lavorativo settimanale e’ stato ridotto ai minimi termini, dimezzato forse e’ la definizione corretta; mi ritrovo cosi’ a non mettere
da parte piu’ un solo dollaro perche’ tutte le entrate se ne escono in bus, affitti e cibarie varie. Ah, lontani i bei tempi di free accomodation e lavoro a tutto spiano, ora si respira aria di crisi.
Il prossimo 26 gennaio e’ di nuovo festa nazionale, l’Australian Day, una sorta di 4 luglio americano, ove gli ozzy orgogliosamente sventolano e indossano i colori della loro bandiera mentre ci danno dentro di improbabili barbeque ed immemorabili sbronze dalle 9 del mattino. In quel di Sydney, la manifestazione e’ particolarmente concentrata come al solito in Darling Harbour e d’intorni, con spettacoli aquatici, performance musicali nell’attesa degli immancabili fuochi artificiali delle otto e mezza di sera. E sara’ una gran festa, specie per la concomitanza dell’imminente capodanno cinese, un gran subbuglio per le strade del CBD, vagonate di lavoro per le forze dell’ordine e i netturbini, il tutto contornato da un terribile disagio per gli automobilisti che devono attraversare la citta’. Buon Australian Day a tutti!!

Intermezzo

Eccomi riapparire dopo una sfiancante maratona tra scuola e lavoro, in cui non ho trovato il tempo di fare nulla di speciale da riportare nel mio blog. Ecco allora che colgo l’occasione di riportare alcune cose che probabilmente non avrei ritenuto importante scrivere. Partiamo dai cocoorege o cocoorige o come diavolo si scrive, in altre parole dagli onnipresenti scarafaggi che dominano la città: mettete una mano di taglio a livello dell’unghia del mignolo dell’altra mano, ora fate scorrere la prima mano pian piano verso il polso della seconda e avrete così, mantenendo come riferimento il mignolo, le varianti di tutte le grandezze di questi insetti. Se ne trovano di tutte le grandezze! Dal centimetro scarso fino ai più rari 10 cm ma che avuto l’onore di vederlo camminare sulla mia gamba il primo giorno che ero a Sydney, come biglietto di benvenuto. Si trovano ovunque, dalle cantine agli uffici dell’ultimo piano dei grattacieli, in ogni luogo in cui si possa trovare del cibo o residui di questo; ci sono delle vere e proprie campagne che
sensibilizzano la gente a non mangiare nei luoghi di lavoro, nella aule di scuola, nei cinema e via dicendo per evitare di essere invasi da questi affamati scarafaggi. Vengono fuori specialmente la sera, all’imbrunire, e si concentrano nei bidoni dell’immondizia dove trovano abbondanti banchetti prelibati; non vi dico poi quando arriva il camion che raccoglie i rifiuti..come inserisce la prima e parte ne cadono a fiotte..vedere per credere!!
Come la città è dominata dagli scarafaggi le zone balneari sono territorio indiscusso dei gabbiani. Ormai sono pienamente integrati con l’uomo ed anche se le spiagge sono stracolme di gente loro non si fanno problemi a passeggiare fra gli asciugamani alla ricerca di qualcosa da ingurgitare. Ho ancora davanti agli occhi la scena di due bambine che giocavano sul bagnasciuga con una pallina: una di loro non prende al volo il giocattolo e come un falco un gabbiano si precipite sulla pallina e se la porta via! Non vi racconto le facce delle due sfortunate.. E poi non capisco il motivo per cui la maggior parte di questi uccelli ha una zampa sola! Mah.

Lo sapevate che…

Partendo dal presupposto che sono completamente ignorante riguardo al paese che sto visitando ho scoperto che i nomi di città, di luoghi e talvolta di animali hanno un’etimologia alquanto bizzarra. Vi riporto alcuni esempi:

1) Kangaroo

Quando l’esploratore inglese James Cook, nonché colui che “scoprì” l’australia, e il suo amico Joseph Banks videro un canguro durante il loro viaggio nel 1770, chiesero agli aborigeni che cosa fosse. Questi risposero “kang-ooroo” così loro pensarono fosse il nome di quello strano animale. Alcuni anni più tardi un altro esploratore scoprì che “kangaroos” è una parola di origine aborigena e che significa “I don’t understand you”. Così il capitano Cook e Banks diedero il nome all’animale facendo un grosso errore!!

2) Parramatta

Il popolo aborigeno visse in una zona non molto lontana dall’attuale città di Sydney, Parramatta per l’appunto, e credevano che quel luogo fosse ricco di cibo, grazie al fiume e alle foreste limitrofe. Loro chiamarono quest’area Baramada o Burramatta (Parramatta ai giorni nostri) che significa “luogo dove le anguille depongono le uova”; da quel giorno vi fu un’abbondanza di anguille e di altri animali del mare.
I nomi di molto città hanno un loro significato: Canberra, la capitale, significa “luogo d’incontro”, Bondi, una spiaggia di Sydney, invece “il rumore dell’acqua che si infrange sulle roccie”, Wollongong, una città a sud della sempre citata Sydney, significa “il suono del mare”, Taronga (che non ho idea di dove sia al momento ma che da il nome ad uno zoo) significa “ammirando la bella acqua”, Coogee, un’altra spiaggia che ignoro la sua ubicazione, significa “alghe puzzolenti”, Kata Tjuta, un piccolo promontorio all’interno dell’australia conosciuto anche con il nome di Monte Olga, significa “molte teste”, e per ultimo anche l’innocuo koala, che ha lo strampalato significato di “non bere”.

Chissà quante altre stranezze nasconderanno il nome di altri luoghi e animali..beh, se per caso ne sapete a riguardo..fatevi avanti!!

Curiosità thailandese

Lo sapevate che la capitale della ridente Thailandia, Bangkok, viene chiamata in un altro modo dai tailandesi stessi? mi spiego: Bangkok è solo un “soprannome” internazionale per semplificare e aiutare a identificare la città. Difatti il reale nome è composto da 20 parole! Dico 20 parole!! Si sono inventati una filastrocca per ricordare tutti i vocaboli perchè così su due piedi non è semplice dire tutte il nome. Guardate il filmato e seguite il testo:

Krung Mahanakhon Amon Rattanakosin Mahinthara Yuthaya Mahadilok Phop Noppharat Ratchathami Burirom Udomratchaniwet Mahasathan Amon Piamn Awatan Sathit Sakkathattiya Witsanukam Prasit.

Questo è il nome completo della capitale tailandese!!

Spero di aver riportato i nomi i modo corretto; se per caso trovate errori avvertitemi che rimedio alle sviste!