Cosa non posso portare in Australia?

Importanti informazioni in tema di quarantena per i viaggiatori internazionali tratte dal sito governativo australiano

L’AUSTRALIA È INEGUAGLIABILE – LE NORME DI QUARANTENA TUTELANO TALE SINGOLARITÀ
Le norme di quarantena tutelano l’ambiente e l’importante settore agricolo dell’Australia. Prodotti alimentari, vegetali e animali provenienti dall’estero – compresi molti souvenir – potrebbero introdurre in Australia organismi nocivi e gravi malattie. Non importa quanto sia piccolo l’articolo, esso può sempre presentare un rischio di notevole portata.

Beni che dovete dichiarare
Beni che non potete portare con voi

SPUNTATE LA CASELLA ‘YES’ SULLA SCHEDA PER PASSEGGERI IN ARRIVO
Prima di atterrare in Australia vi verrà consegnata una scheda per passeggeri in arrivo (scarica il facs-simile). Si tratta di un documento di valore legale. Dovete compilarla voi stessi spuntando la casella “YES” per dichiarare se portate con voi prodotti alimentari, materiale vegetale o prodotti animali. Dovete presentare tale scheda assieme al passaporto al vostro arrivo. Se non siete sicuri se dichiarare o meno determinati articoli in vostro possesso, interpellate un funzionario della quarantena. Se avete degli articoli che non volete dichiarare, potete gettarli negli appositi bidoni (i cosiddetti ‘quarantine amnesty bins’) nel terminal dell’aeroporto.

COSA ACCADE AGLI ARTICOLI DA ME DICHIARATI?
Dovete presentare gli articoli che dichiarate ai funzionari della quarantena per farli ispezionare.
Gli articoli vietati che presentano il rischio di contenere organismi nocivi e malattie verranno sequestrati e distrutti.
In molti casi i beni da voi dichiarati vi saranno restituiti dopo la loro ispezione. Tuttavia, qualsiasi articolo che presenti il rischio di malattie o che si scopra contenere insetti o larve, sarà trattenuto dalle autorità. Vi verranno offerte varie opzioni. A seconda del rischio dal punto di vista della quarantena, potrete scegliere tra le seguenti opzioni:
• fare trattare l’articolo per renderlo sicuro (ad esempio, tramite fumigazione o irradiazione)*;
• fare trattenere l’articolo finché non ottenete un permesso di importazione**;
• fare depositare l’articolo presso l’aeroporto finché non ripartite dall’Australia*;
• riesportare l’articolo*;
• fare distruggere l’articolo.

L’AQIS (sigla del servizio australiano di quarantena) fa del proprio meglio per minimizzare il rischio di danneggiamento, ma non accetta alcuna responsabilità per eventuali danni che potrebbero verificarsi a seguito del trattamento.
*Questi trattamenti prevedono il pagamento di una tassa.
** Consultate il sito web dell’AQIS per sapere come richiedere un permesso di importazione.

DICHIARARE O RISCHIARE
Ora, all’arrivo in Australia, tutto il bagaglio viene controllato ai raggi X o ispezionato da funzionari della quarantena e da cani da fiuto. Se non dichiarate o se non gettate gli articoli d’interesse ai fini della quarantena oppure se rilasciate una dichiarazione falsa:
 verrete scoperti;
 potreste essere assoggettati ad una multa sul posto di $A220;
 potreste essere denunciati all’autorità giudiziaria, vedervi comminata una multa superiore ai $A60.000 e rischiare 10 anni di reclusione.

ALCUNI SUGGERIMENTI UTILI PER AIUTARVI ALL’ARRIVO
 fate voi stessi le valigie in modo da poter dichiarare correttamente gli articoli d’interesse sulla scheda per viaggiatori in arrivo
 leggete le etichette sulle confezioni alimentari per verificare che non contengano ingredienti vietati
 tenete gli oggetti da dichiarare a portata di mano per esibirli alle autorità
 in Australia troverete moltissimi alimenti e prodotti importati che soddisfano i rigorosi requisiti in tema di quarantena

RICORRENZE CULTURALI E LA QUARANTENA
È comune per coloro che visitano l’Australia o che vi fanno ritorno portare con sé prodotti alimentari, doni o souvenir per festeggiare ricorrenze stagionali o culturali con parenti ed amici. Purtroppo alcuni di tali articoli sono vietati e devono essere sequestrati a causa del rischio che pongono dal punto di vista della quarantena. Pertanto, non portate con voi tali articoli – la maggior parte di essi si può acquistare anche in Australia  🙂

 RICORRENZA ARTICOLI VIETATI
 Capodanno Ornamenti realizzati in paglia di riso, semi di riso e ramoscelli di conifere
 San Valentino Fiori freschi
 Pasqua Uova sode, gusci d’uovo dipinti
 Primavera Paglia e fienoSementi di fiori e verdure, bulbi, talee
 Natale Doni contenenti articoli vietati o realizzati con materiali vietati; Decorazioni natalizie tra cui pigne, ghirlande di rampicanti e paglia Talee di conifere, abete, leccio e vischioCesti regalo contenenti alimenti vietati come carne e prodotti caseari

SQUADRE CINOFILE
Potreste notare dei cani presso i nastri trasportatori dove ritirate i bagagli. Si tratta di cani appositamente addestrati a controllare i bagagli alla ricerca di prodotti alimentari, materiale vegetale o prodotti animali. Se vedete uno di questi cani nei vostri paraggi, ponete i vostri bagagli a terra per consentire la loro ispezione. Il cane si siederà accanto al vostro bagaglio se capta l’odore di articoli vietati – compresi eventuali prodotti alimentari che potrebbero esseri stati in precedenza nella vostra borsa. Un funzionario della quarantena vi farà delle domande in merito al contenuto della borsa e verificherà che non abbiate con voi articoli che presentano un rischio dal punto di vista della quarantena per l’Australia.

Beni che dovete dichiarare
Questi articoli devono essere dichiarati e ispezionati dai funzionari della quarantena per individuare eventuali tracce di organismi nocivi o malattie. Alcuni articoli potrebbero dover essere trattati prima di essere ammessi nel Paese.

PRODOTTI ALIMENTARI
• Prodotti e ingredienti alimentari cotti e crudi
• Frutta e verdura essiccata – deve essere preparata e confezionata commercialmente
• Pesce e altri prodotti ittici – freschi ed essiccati
• Pasta e riso
• Pasti confezionati, compresi i pasti serviti in aereo
• Erbe aromatiche e spezie
• Farmaci a base di erbe e medicine, rimedi e tonici tradizionali nonché tè alle erbe
• Merendine
• Biscotti, torte e dolciumi
• Tè, caffè ed altre bevande a base di latte tra cui latte artificiale per neonati

PRODOTTI ANIMALIProdotti Animali
• Piume, ossa, corni e zanne
• Pelli, pellame e pellicce (compresi scudi e tamburi in pelle)
• Lana, vello, filati e pelo animale
• Animali e uccelli imbalsamati (devono essere completamente conciati. Alcuni potrebbero essere vietati ai sensi delle leggi sulle specie protette)
• Conchiglie tra cui bigiotteria e souvenir nonché conchiglie raccolte sulla spiaggia e nell’oceano (il corallo e alcune conchiglie sono vietati ai sensi delle norme sulle specie protette)
• Prodotti delle api tra cui cera d’api e favo (il polline è vietato)
• Attrezzature usate per animali tra cui apparecchi e farmaci veterinari, utensili per la tosatura e la macellazione, articoli di selleria e finimenti per cavalli, gabbie per animali e per uccelli
• I farmaci veterinari necessitano di un permesso di importazione

PRODOTTI VEGETALIProdotti vegetali
• Articoli e sculture in legno compresi articoli dipinti o laccati (la corteccia verrà rimossa o sottoposta a trattamento)
• Manufatti e oggetti d’artigianato realizzati in materiale vegetale
• Tappeti, borse e altri oggetti realizzati in materiale in legno, fronde o foglie di palma (gli oggetti realizzati con legno di banano sono vietati)
• Prodotti e confezioni in paglia
• Oggetti e arredi in bambù, canna o malacca
• Potpourri e gusci di noce di cocco
• Beni contenenti granaglie, cartocci di frumento o riempiti di semi
• Decorazioni, corone e ornamenti di natale
• Fiori essiccati e composizioni floreali
• Fiori freschi e corone floreali (i fiori che si possono coltivare per propagazione, quali rose, garofani e crisantemi sono vietati)

ALTRI BENIAltri oggetti
• Articoli di bricolage e di hobbistica realizzati in materiale animale o vegetale
• Materiale di laboratorio e biologico tra cui campioni medici ed animali
• Articoli sportivi e da campeggio usati, tra cui tende, biciclette, e articoli del golf e della pesca
• Calzature e vestiario contaminati con terriccio, concime o materiale vegetale

Beni che non potete portare con voi
Questi articoli sono vietati e non possono essere portati in Australia. Gettateli negli appositi bidoni della quarantena in aeroporto.

UOVA E PRODOTTI CASEARI E A BASE D’UOVOProdotti Caseari e Uova
• Tutte le uova fresche, essiccate e in polvere nonché prodotti a base d’uovo quali pasta e maionese
• Tutti i prodotti caseari (salvo quelli provenienti da paesi dichiarati esenti da afta epizootica) tra cui formaggi e prodotti freschi o essiccati contenenti latticini
• È consentito il latte artificiale al seguito di neonati

PRODOTTI DELLA CARNE NON INSCATOLATI
Prodotti Animali
• Tutte le carni fresche, essiccate, congelate, cotte, affumicate, sotto sale o conservate – di tutte le specie animali
• Prodotti sigillati e confezionati sotto vuoto contenenti carne
• Salumi e salsicce
• Tutti gli alimenti per animali domestici – tra cui quelli in scatola e leccornie

FRUTTA E VERDURAFrutta e Verdura
• Tutta la frutta e verdura fresca e congelata
• Tè alle erbe contenenti bucce di agrumi, mela e altri frutti

MATERIALE VEGETALEMateriale vegetale
• Tutte le piante in vaso e con le radici esposte, rampicanti, talee, radici, foglie, bulbi, cormi, rizomi, gambi e altro materiale vegetale fresco

NOCI E SEMENTI
Sementi e noci
• Sementi di verdure, semi di fiori e da giardino, alcune sementi confezionate commercialmente, sementi non identificate, ornamenti a base di semi, mangime per uccelli
• pigne, granaglie, granturco soffiato
• noci crude tra cui castagne, mandorle e arachidi

ANIMALI VIVIAnimali vivi
• Tutti i mammiferi, uccelli, uova e nidi di uccelli, pesci, serpenti, tartarughe, lucertole, scorpioni, animali anfibi, crostacei e insetti

 

Maggiori Informazioni
www.aqis.gov.au
email: airports@aqis.gov.au
1800 020 504 (chiamata gratuita dall’Australia)

Puoi scaricare l’opuscolo ufficiale a questo indirizzo:
http://www.daff.gov.au/__data/assets/pdf_file/0004/80275/whatcanti_it.pdf



Medicare – Copertura sanitaria

Il governo australiano ha firmato degli accordi di reciprocità Sanitari (RHCA) con i governi del Regno Unito, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Belgio, Norvegia, Slovenia, Malta ed Italia. Questi accordi danno diritto a limitati servizi sanitari agevolati per il trattamento medico necessario durante la propria visita in Australia.

I visitatori italiani devono essere residenti e cittadini (quindi avere la copertura del nostro SSN) e saranno coperti da Medicare per un periodo di sei mesi dalla data di arrivo in Australia, quella del timbro sul passaporto.

Tale convenzione RHCA copre ciò che è “medicalmente” necessario, ovvero, qualsiasi malattia o infortunio che si verifica mentre si è in Australia e che richiede un trattamento prima di tornare a casa.

A cosa si ha diritto?

Come residente italiano si ha diritto a quanto segue per qualsiasi malattia o infortunio che richiede un trattamento mentre si è in Australia:

 Trattamento come in-patient (con almeno una notte in osservazione) o out-patient in un ospedale pubblico
 Medicine agevolate sotto il Pharmaceutical Benefits Scheme (PBS)
 Benefici Medicare per trattamenti medici out-of-hospital forniti da medici con ambulatori privati e centri sanitari comunitari.

I Benefici Medicare  di solito pagano:

 copertura completa dei costi per i servizi dei medici generici
 85% della tariffa per altri servizi out-of-hospital
 75% della tariffa di in-hospital

Cure in Ospedale

Se si viene trattato come un paziente pubblico in un ospedale pubblico per il trattamento medico necessario, quest’ultimo è gratuito. È sufficiente mostrare il passaporto o la carta di reciproca assistenza sanitaria (la Medicare Card) al personale quando si arriva in ospedale. Se si sceglie di essere trattato come un paziente privato in un ospedale pubblico o come paziente privato in una clinica privata per il trattamento medico necessario, verrà addebitato il costo sia per il trattamento medico che per l’alloggio. Queste spese non possono essere rivendicate al Medicare.

Cure fuori dall’Ospedale

È possibile ricevere cure mediche attraverso studi medici privati e centri sanitari comunitari. I medici di queste pratiche si fanno pagare per i loro servizi in uno dei seguenti modi.

 il medico addebita le spese mediche direttamente al Medicare

Vi verrà chiesto di mostrare la tessera sanitaria Medicare e dopo aver fatto la visita con il medico di compilare e firmare un modulo per il bulk bill Medicare. Non dovrete pagare nulla e non sarà necessario presentare un rimborso al Medicare. Tuttavia non tutti i medici australiani che lavorano nel privato fanno bulk bill.

“Bulk billing” significa che il vostro medico invia il suo addebito direttamente a Medicare, accettando i rimborsi Medicare come saldo totale delle sue prestazioni. Se il vostro medico emette una parcella “bulk bill”, non vi può addebitare voci ulteriori quali tassa di prenotazione, spese amministrative, gestione dati o bendaggi. Tuttavia, potrebbero esserci addebiti ulteriori per alcune vaccinazioni.

 il medico ti fa una fattura

I medici che non fanno bulk bill vi richiederanno di pagare l’importo al momento della visita. In questo caso è possibile pagare il conto totale subito o di presentare il conto non pagato con Medicare.

Cosa non copre la Medicare?

  • medicine non sovvenzionate dal PBS
  • cure organizzate prima dell’arrivo in Australia
  • alloggio e cure mediche in un ospedale privato
  • alloggio e trattamento medico come paziente privato in un ospedale pubblico
  • servizi di ambulanza
  • visite odontoiatriche e trattamenti (ad eccezione di specifiche voci facenti parte del programma della gestione delle malattie croniche (CDM))
  • fisioterapia, terapia occupazionale, logopedia, terapia dell’occhio, servizi di chiropratica, podologia o psicologia (ad eccezione di specifiche voci facenti parte del programma della gestione delle malattie croniche (CDM))
  • agopuntura (salvo in casi di richiesta specifica del medico)
  • occhiali e lenti a contatto
  • apparecchi acustici e altri apparecchi
  • il costo di protesi
  • spese mediche per le quali qualcun altro è responsabile (ad esempio un assicuratore di compensazione, un datore di lavoro, un organismo governativo o di governo)
  • servizi medici che non sono clinicamente necessari
  • l’intervento chirurgico solo per ragioni estetiche
  • esami per l’assicurazione sulla vita, fondi pensione o di appartenenza a società
  • assistenza domiciliare

È possibile stipulare un’assicurazione sanitaria privata per coprire molti di questi servizi.

Ma come faccio ad iscrivermi al Medicare?

Per iscriversi al Medicare è necessario presentarsi di persona ad uno dei tanti uffici con:

 il passaporto e un visto valido

 in alcuni casi è richiesto di fornire un documento che dimostri di essere iscritti al sistema sanitario nazionale del vostro paese. Tale documento va richiesto prima della partenza allo sportello dell’ASL in cui si dichiara di rinunciare alla copertura sanitaria su territorio nazionale perchè andrete in Australia; in tale modo il vostro medico di base non riceverà il rimborso statale a vostro nome ma si copriranno le eventuali spese Medicare al SSN australiano.

Se la vostra applicazione Medicare verrà approvata si riceverà la tessera sanitaria per posta entro una decina di giorni.

Se si dovesse riceve un trattamento prima di iscriversi alla Medicare, i benefici saranno rimborsati una volta che l’iscrizione sarà completata.

Qualora, in caso d’urgenza, vi doveste rivolgere ad una struttura privata non convenzionata, al rientro in Italia si può richiedere l’eventuale rimborso all’ Ufficio Convenzioni Internazionali allo 0547/352452, presentando la documentazione attestante il pagamento delle prestazioni ricevute all’estero e la copia delle cartelle cliniche o di idonea certificazione sanitaria giustificativa. Per “urgenza” s’ intende situazioni “comportanti, in mancanza di idoneo e tempestivo intervento curativo, non ottenibile presso strutture pubbliche o convenzionate, pericolo di vita o di aggravamento della malattia”.

 

Maggiori informazioni direttamente sul sito governativo www.medicareaustralia.gov.au

Pensiero di un Italiano trasferito in Australia

(Estratto da una discussione su TripAustralia Forum)

 

[…]Qui ad esempio (South West Victoria) non ci sono blatte nè zanzare (incredibile, è il primo posto al mondo dove non ne ho trovate!), ma a fine estate brulica di grilli. I ragni sono presenti qui come lo erano in Toscana (siamo a sud, fa freddo per le bestiacce tropicali…) anche se i Redback sono decisamente più nasty di quelli che trovavo nel seminterrato in Italia. :D Poche mosche, ma basta spostarsi 10 km nell’interno e diventano fastidiose.

I costi vanno SEMPRE paragonati allo stipendio medio di un australiano, è ridicolo prendere valori assoluti.

Cosa mi manca? Delle buone salsicce di maiale, un salame piemontese all’aglio (qui gli unici decenti sono fatti da croati, non si trova un italiano in grado di fare un salame neppure a pagarlo oro: lancio una proposta ad un norcino in gamba, io metto metà del capitale per aprire un salumificio), un prosciutto di cinghiale da affettare a coltello.

Per il resto si trova tutto, io mangio pasta De Cecco, mozzarelle di bufala DOP importate via aerea, un taleggio Mauri che così perfettamente maturato non lo avevo mai trovato in Italia.

Qui in Victoria mi mancano le vongole, che arrivano solo da altri stati surgelate, ma le cozze sono eccellenti e le ostriche eccezionali, senza contare il prelibatissimo crayfish che proprio in queste acque raggiunge l’eccellenza o gli abaloni per chi avesse gusti più raffinati. Ed il macellaio ha solo bestie locali alimentate ad erba, lasciate frollare per 2 settimane.

Il modo di vivere le città è diverso dall’Italia (ma basta passare un confine a nord per questo…) e la “piazza” nei paesi non esiste. Il livello culturale è come ovunque nel mondo, affermare che gli australiani sono ignoranti è come dire che gli italiani mangiano pasta in canotta bianca e catenone al collo. Questo non vuol dire che non ci siano australiani ignoranti nè che manchino italiani che se magnano la pasta in canotta… :D

Ma la cosa più bella (spiagge e lifestyle a parte) è il senso di comunità, l’essere disponibili ad aiutarsi a vicenda. Ti serve un trailer? Lo chiedi al vicino. Devi rifare il deck? Una cassa di birra e vengono mezza dozzina di persone a lavorare aggratis alla domenica. La solidarietà si insegna a scuola, il volontariato è una parte fondamentale della vita sociale, si offrono soldi ma soprattutto si offre il proprio tempo, si va a scuola a leggere ai bambini, si va a tagliare la frutta da dare nelle classi, a levare le erbacce ed a costruire la pergola nuova per le due classi dove batteva il sole.

Ma alla fine nulla può sostituire lo svegliarsi la mattina e vedere l’oceano di fronte a te, come dice la nota pubblicità è una cosa che non ha prezzo.

Post cattivo. Anzi brutto cattivo e sincero.

(Guest post tratto da “Eschiusami” I’m Italian!, si ringrazia vivamente Sara Pes)

 

Un post cattivo.
Eccolo qua, è arrivato.
Eh si, perché come mi ha fatto notare un amico.. sei sempre troppo buona. Nei post e nella vita.
Sulla vita, sto decisamente migliorando, sui post invece rimedierò molto velocemente.
Giurin giurello, alzo la mano e prometto di essere davvero sincera e cattiva in questo post. Cattiva nel senso sincera, non calcherò la mano per fare la cattivona di turno.
È che la verità brucia ed è fottutamente brutta.
Per cui voi permalosi all’ascolto, cliccate quel pulsantino con una x sopra in alto a destra nel vostro browser o a sinistra se usate un MAC. Voi che volete sentirvi raccontare la favoletta di come è figo e facile vivere ed emigrare in Australia, siete gentilmente invitati ad aprire un’altra pagina web e chiudere questa che state leggendo ora.

Smonterò il sogno Australiano per punti, a seconda delle persone a cui mi rivolgo.
(Attenzione!!! Mi sto rivolgendo ai ragazzi under 30 con un Working Holiday visa, senza figli a carico. Non a chi viene qua con uno student visa, figli e famiglia. Quello è un discorso diverso e più lungo).

I profili medi sono esattamente 4. Individuate il vostro e troverete anche il consiglio da seguire.

1- NO INGLESE NO SOLDI
Arrivano dall’Italia con forse 1500 euro, non parlano una cippa di inglese, non vogliono fare una scuola perché non possono permettersela, stanno sempre mezzo ad altri italiani perché “Non parlo inglese, non li capisco, mi annoio” e si lamentano perché vengono sottopagati nel ristorante italiano (rigorosamente italiano, si sa mai che rischino di spiattellare due parole in inglese) in cui lavorano. Dopo due mesi che sono qua vogliono tornare a casa perché l’Australia è brutta e cattiva.
Consiglio: prima di partire ragazzi miei belli per un paese anglosassone, magari studiatevi un po’ di inglese. O studiatevelo qua ma questo richiede un investimento economico. Non avete i soldi? Lavorate 3/6/9/12/24/36 mesi di più fino a che avete messo da parte abbastanza soldi. Ma il mio amico è partito prima di me e lui ha i soldi perché è ricco. Il mondo è ingiusto.  Welcome. C’è chi nasce con i soldi e chi no. E chi non ce li ha deve lavorare il doppio per potersi permettere le stesse cose.
Ma non trovo lavoro in Italia. No lavoro= No soldi=  No Australia. Facile! (scommetti che chi è veramente motivato riesce a mettersi via i soldi???)
Non volete farvi una scuola di inglese perché pensate sia una perdita di tempo? Ok. Ma cmq dovete avere i soldi che vi permettono di sopravvivere mentre imparate l’inglese “parlando con le persone”. Quindi torniamo sempre al punto di partenza. SOLDI. Pura verità.
L’eccezione: ebbene si, ci sono eccezioni. Ho un amico che è venuto qua senza spiattellare una parola di inglese con un gruzzoletto non esagerato (comunque sempre di più di 2000 euro) e ce l’ha fatta. Ha imparato l’inglese (diciamo che capisce e si fa capire) ed è qua da quasi due anni. Ma si è fatto un culo di dimensioni atomiche e soprattutto non ha mai proferito parola. Sapeva che era in difetto (no soldi no inglese) e quindi.. NON SI LAMENTAVA!!! Ha avuto momenti di sconforto, ed è normale, ma non frignava come un bambinello di 5 anni a cui è stato detto che non esiste babbo natale.
La morale: Partire per l’Australia significa che devi prendere consapevolezza che sei da solo dall’altra parte del mondo. Non c’è la mamma e il papi che ti preparano la pappa quando torni dal lavoro, se vai in crisi te la devi far passare da solo perché le persone che di solito ti ascoltano probabilmente in questo momento stanno dormendo e se ti va bene le puoi sentire fra 10 ore, non c’è la nonna che ti chiude il buco dei jeans quando si rompe. E non puoi salassare le palle al tuo coinquilino con le tue frigne perché anche lui ha i suoi problemi. Tutti hanno i propri problemi. Per cui zitto e pedala. Altrimenti puoi sempre prendere il volo di ritorno e tornare a casa. Nessuno ti obbliga a stare qua. Ci sono altre 10 persone pronte a prendere tutte le occasioni che lasci andare tornando indietro.

2- SI INGLESE NO SOLDI
Ecco già qua andiamo meglio. Senza soldi in Australia vai poco lontano ma considera che se il tuo inglese è buono in poco tempo troverai un lavoro (se sei sveglio, ovviamente, se dormi in piedi non lo trovi nemmeno se sei madrelingua), quindi alla fine sopravvivrai. E Magari ti metti via anche due soldini.

3- NO INGLESE SI SOLDI
Sono quelli che si fanno il corso si inglese o quelli che non lo fanno, “imparano per strada”, ma cmq hanno i soldi per poterselo permettere. Spesso si lamentano ogni due giorni perché stanno spendendo tutti i loro risparmi, però, ciccini belli, funziona così. L’Australia è cara, Sydney è fottutamente cara per cui fatevene una ragione. Anche per voi c’è sempre l’opzione “al risparmio” ovvero tornare a casa.

4- SI INGLESE SI SOLDI
Eh, loro sono quelli che fanno la vita migliore. Alcuni sono figli di papà, altri sono semplicemente persone che hanno lavorato tanto prima di partire. I figli di papà non si lamentano perché fanno la bella vita, gli altri si lamentano ma poco, e già solo per il fatto che hanno capito che per venire qua ci vogliono un po’ di soldi stanno 100 passi avanti agli altri.

Detto questo vorrei spendere due parole per “Gli-stressati-prima-di-partire”.
Ogni giorno sono costantemente ricoperta da mail piene di domande sull’Australia.
Alcune sensate, alcune che hanno già ricevuto risposta in duemila blog e gruppi facebook, altre, permettetemi il francesismo, un po’ cretine.
Mi piace aiutare le persone che vogliono venire qua, però il mio tempo è limitato.
Sono dentro all’incirca a 7000 gruppi facebook sull’Australia e altrettanti forum. Ho creato un blog io stessa dove potete trovare molte informazioni. Se le volete trovare, le informazioni, ci sono.
Per cui, capisco la domanda specifica perché si sono trovate in giro notizie contrastanti, vi viene un dubbio sensato e volete una conferma.
Ma vi prego prima di chiedere a me e ad altre duemila persone fate delle ricerche.
Non siete capaci? Imparate.
Ragazzi, non potete pensare di venire qua se non riuscite nemmeno a fare una ricerca su google.
E ve lo dico per voi. Perché io spesso non ho tempo per rispondere (lavoro tra le 40 e le 50 ore settimanali e al weekend ho bisogno di staccare) per cui faccio presto.
Smettetela di stressarvi con tutte queste domande, dubbi, paranoie che vi vengono in mente.
La vita a volte va presa così come arriva, se volete partire, partite e basta! Non sapete cosa mettere in valigia? Guardate le temperature medie della città dove andate e regolatevi di conseguenza. Non avete abbastanza vestiti? Al massimo li comprerete (torniamo sempre alla questione che bisogna partire con una buona copertura economica). Avete paura di non trovare lavoro? Al massimo finirete i soldi e tornerete indietro!! Non si muore.
“Ma io non voglio buttare via i soldi”
Beh se non vuoi correre rischi… ALLORA STAI A CASA!!!!
Un viaggio di questo tipo è pieno di rischi (a livello psicologico), è qualcosa di grande che vi farà crescere. Se continuate a pensare a questo e quello non partirete mai!!!!!!!!!!!!!!

L’Australia è il vostro sogno?
Bene, sappiate che questo sogno costa fatica. È un sogno che ogni tanto fa piangere, urlare e incazzare.
I sogni non colmano il senso di vuoto che ti crea la distanza dai tuoi cari, i sogni sono fatti di case sporche con gli scarafaggi, di gente con cui vivi che quasi nemmeno ti saluta quando entri in casa. I sogni possono essere fatti di lavori sottopagati e di affitti improponibili.
Ma poi c’è tutto il resto che non posso raccontarvi in questo post cattivo.
Per cui vale la pena davvero di sognare.
E vi assicuro che non mi riferisco ai soldi e alle belle macchine come molti pensano.

I sogni richiedono le palle ragazzi. Se no continuerete a fantasticare guardando la cartolina con i canguri che vi mandano i vostri amici.
Sono brutta e cattiva? Si.
Fa male eh la verità?
Volete insultarmi? Fatelo pure, ma sotto-sotto sapete che ho ragione.

Voi fate come volete. Io continuerò a seguire il mio di sogno.
E proprio perché sono brutta e cattiva arriverò là dove voglio arrivare.

E vi auguro anche a voi di coronare il vostro sogno. Che sia l’Australia, l’America (ogni riferimento è puramente casuale), l’avere un bambino, il comprare una casa o di dare un futuro migliore ai vostri figli.

Tirate fuori le palle, lamentatevi poco e lavorate sodo.
Questo è il mio consiglio.
Da piccola sbarbatella 25enne appena svezzata.

Ma tanto determinata.
P.S. Tanto per la cronaca… Mi capita a volte di avere a che fare con persone che si permettono di insultarmi perché non rispondo alle loro mail.
Forse non hanno chiaro in mente che lo faccio gratis, nel mio tempo libero.
Ripeto, lo faccio volentieri quando vedo dall’altra parte una persona sveglia, carica e già un po’ informata.
Ma quando hai a che fare con tizi così cafoni vi assicuro che passa la voglia di dare una mano!!!!

Il secondo WHV – 88 giorni di farm

(Guest post, si ringrazia Andrea di Melbourne PunoIt)

Esiste la possibilità di avere un secondo Working Holiday Visa?  😯

Se questa è la stessa domanda che vi è saltata in testa non appena avete letto il titolo di questo post ciò significa che siete finiti nel posto giusto! Dovete sapere che per potervi meritare questo fantastico secondo visto dovrete prima sudarvelo, nel vero senso della parola, nelle celeberrime Farm.

Ma avanziamo per gradi… questo visto serve a coloro i quali durante il primo WHV si sono innamorati così tanto del downunder e desiderano ardentemente prolungare il loro stay per un altro anno ma anche a tutti quei giovani in cerca di uno sponsorship e necessitano di più tempo per raggiungere il loro scopo.
Come per il primo WHV ci sono dei requisiti minimi da soddisfare: esattamente gli stessi del primo (ricordo che bisogna fare richiesta del visto prima di aver compiuto i 31 anni di età) oltre ad aver lavorato 3 mesi, non necessariamente continuativi, in una “Regional Area” facendo uno specified work.

La parola magica: Farm

Il classico lavoro che si fa per ottenere il secondo WHV è quello del fruit-picking, in alte parole si raccolgono frutta e verdura, di qualsiasi genere a seconda della stagione e dello Stato in cui ci si trova. Poiché ci sono mesi più proficui rispetto ad altri, il mio consiglio spassionato è di prendervi per tempo ed organizzare bene il vostro tempo per non rischiare di trovarsi con il primo WHV in scadenza senza aver raggiunto il numero minimi di 88 giorni. Altrimenti bye bye Australia.

Per trovare lavoro nelle farm la cosa migliore è cercarlo direttamente nei siti specializzati:

» http://jobsearch.gov.au/harvesttrail/default.aspx  –  sito ufficiale del governo ozzy

» http://www.coastshop.com.au/jobs/australia_fruit_picking.htm

» http://www.thedepot-nyah.com.au/Welcome-to-The-Depot

» http://www.thejobshop.com.au

» http://www.pickyourown.org/australia.htm

Inoltre potete anche chiamare il National Harvest Labour Information Service on FREECALL 1800 062 332, li vi aiuteranno ad entrare in contatto con i farmers che cercano (chiamata gratuita). Se invece desiderate avere sempre una guida con mappa e periodi di raccolta delle farm vi consiglio di scaricarvi il pdf-vademecum da questo indirizzo https://jobsearch.gov.au/harvesttrail/documents/nationalharvestguide.pdf.

Non dimentichiamo che gli ostelli spesso rappresentano già un buon punto di partenza per trovare un lavoro nelle farm: date un occhio alle job board, chiedete direttamente alla reception o scambiate due parole con gli altri backpackers… sapranno consigliarvi sicuramente qualcosa.

Se invece vi piace di più l’avventura e preferite trovarvi la farm che maggiormente vi aggrada di vostra iniziativa, ricordate sempre di controllare se questa si trova in una di quelle Regional Area”. Come? Easy mate! Controllando che il codice postale della farm rientri tra quelli presenti in questa lista http://www.immi.gov.au/visitors/working-holiday/417/postcodes.htm. Se non c’è sappiate che lavorerete ma senza poter poi rivendicare il vostro secondo WHV.

Lavorare in FARM, anche se lavorate in un posto sperduto, è un lavoro come tutti gli altri, per cui avete diritto ad una paga, ad una superannuation (9% sul lordo per importi > $450/mese), ed ad una assicurazione per incidenti sul lavoro che il farmer deve avere in vigore tutto l’anno. Ricordatevi che dovete firmare un contratto e dovete ricevere le payslip, e pagare la tesse, che richiederete indietro al momento del tax return, questo vuol dire che prima di iniziare un lavoro in farm dovete avere un TFN. La parte burocratica della vicenda va considerata in maniera dettagliata perché sono questi documenti che vipermetteranno di richiedere il secondo WHV. Siate attenti a queste sfumature e assicuratevi che il datore di lavoro sia preciso e ordinato sotto questo aspetto.

 Oltre alla Farm: Specified work

Non necessariamente dovrete spaccarvi la schiena raccogliendo frutta e verdura ma anche:

 Plant and animal cultivation (Raccogliere,coltivare impacchettare frutta, uva, wwoofing etc.)

 Fishing and pearling (pescare, coltivare, raccolgliere eprle etc.)

 Tree farming and felling (Piantare, tagliare, trasportare alberi etc)

 Mining (Per i lavori considerati specifici si veda qua)

 Construction (Per i lavori considerati specifici si veda qua)

Una volta che avete fatto gli 88 giorni, insieme al datore di lavoro dovete riempire il form 1263 e attaccarci “evidence of your specified work” che possono essere:

 Payslips

 Group certificates

 Payment summaries

 Tax returns

 Employer references

 A completed employment verification form signed by your employer.

Con questi documenti potete applicare per il secondo WHV, tenete sempre gli originali con voi e tutte le prove del vostro lavoro in Farm.

Ricordate che se completate questi famosi 88 giorni non siete tenuti a rinnovare il visto prima della scadenza del vostro primo WHV. Potete tornare in Italia o andare alle Fiji e poi riapplicare per il secondo WHV dopo 4 o 5 anni (purché non si abbia compiuto i 31 anni).

La pagina ufficiale al quale fare riferimento è http://www.immi.gov.au/visitors/working-holiday/417/eligibility-second.htm

L’ultima alba

Incredibile come uno stesso luogo possa darti così diverse sensazioni ed emozioni: la prima volta che atterrai a Sydney ero talmente stralunato quanto perplesso di quel che mi apprestavo a vivere, mentre ora, riorganizzando il mio zaino per far stare tutto il possibile per il rientro a casa, sapevo che non avrei più rivisto il mondo con gli stessi occhi.
Guardandomi indietro sono tutt’ora allibito di quanto veloci siano trascorsi questa ventina di mesi, di tutte quelle persone che ho conosciuto e con cui sono diventato amico; non si possono contare nemmeno sulle dita di un millepiedi tutti i posti che mi hanno lasciato senza respiro, delle cose che ho imparato e che mai avrei immaginato di fare. Ora che sono sulla via del ritorno, mi piacerebbe fare i capricci come un bambino a cui gli viene negato di giocare con le nuove lego, per qualche santa ragione non mi sento pronto a fare questo passo ma so che posticipandolo non risolverei nulla.

Trascorro le mie ultime ore andando a salutare il mio primo boss, nonché gestore dell’ostello in cui ho vissuto i primi mesi, e non posso che notare quanto quel posto sia cambiato in così poco tempo (anche per merito mio, visto la mole di lavoro e tutto quel che c’ho sudato!!): maledetta nostalgia, quella canaglia già tenta di morsicarmi alle caviglie… Passo anche nell’ultimo ristorante in cui ho sgambettato ma vengo accolto in strano modo: non mi riconoscono quando entro nel locale, mi squadrano come fossi qualcuno in cerca di qualcosa, insomma con un grande punto interrogativo. Per un momento mi sono sentito come un fantasma ma solo quando mi avvicino a loro e li saluto, questi realizzano chi sono. Alla fin fine non li biasimo, li avevo salutati mesi fa con i capelli quasi rasati e ora mi ritrovo con una barba lunga e i ricci che mi scendono davanti agli occhi. Un profugo pellegrino! Così mi hanno classificato, non so se prenderlo come un complimento. Simile comportamento lo hanno avuto anche i miei prof, quelli che mi accompagnarono nel mio arduo percorso verso l’ottenimento dell’IELTS: non devo essere stato un “bel vedere”. Piccola deviazione verso i negozi di souvenir, colleziono piccole idee regalo, faccio ancora due passi per la city pensando ancora una volta come mi sentii la prima volta che calcai quelle vie. Invano. Quella particolare sensazione non credo sarò in grado di riviverla, è come il primo amore, unico, anche se i seguenti sono migliori. Spero di aver reso l’idea. Rientro a casa, consumo il mio ultimo pasto, mi auguro di addormentarmi in breve perché proprio non ho la pazienza di una notte in bianco. E così fu! Fotografo la mia ultima alba dal poggiolo dell’appartamento, recupero le mie cose, mi chiudo la porta alle spalle e mi avvio verso l’aeroporto. See you later Australia!

Turista again

La lettera con il risultato del mio IELTS e’ arrivata, finalmente, stamane. Dopo piu’ di due settimane di attesa e crescente nervosismo, ho tra le mani quello che e’ stato il mio investimento in soldi, energia e tempo degli ultimi mesi. Mi presentai all’esame fiducioso piu’ che mai, sicuro delle mie capacita’ ma un tantino stanchino dalla nottata quasi in bianco trascorsa in ostello, grazie ad una ruspante coppietta che.. ha fatto quel che i conigli e tutti gli altri santi animali del pianeta fanno. Purtroppo, per quel che mi riguarda, nel momento e nel posto sbagliato. Io ho tentato di prendere la cosa, non tanto sullo scherzare (ci mancherebbe altro), piuttosto come un sfida, con me stesso, e vedere se anche in condizioni non ottimali sarei stato in grado di tirar fuori dal cappello il mio 7. Questo esame e’ tappa fondamentale per tutti quelli che come me non sono “native english speaker” ed hanno intenzione di lavorare e/o stabilirsi in australia. Non c’e’ da meravigliarsi se il 90% dei partecipanti sia indiano (o limitrofi). Dopo innumerevoli stretti
controlli della mia identita’, per l’esattezza ben quattro differenti check-point in cui altrettante persone sono state, con passaporto alla mano, almeno una decina di secondi a verificare che la mia faccia coincidesse con quella stampata su carta (mi domando come facciano a vedere differenze tra i cinesi), mi ritrovai in quel di una sconfinata palestra, seduto al mio banco contrassegnato da un codice stile battaglia navale. Ci volle un’ora per far sedere tutti, penso fossimo stati almeno un quattrocento. Tra qualche sbadiglio di troppo finalmente il test ebbe inizio, e non nel migliore dei modi! L’audio della prova del listening era stile altoparlante da stazione ferroviaria, gracchiante e con un noioso eco di sottofondo, abbastanza sgradevole da farmi commettere un paio di errori di troppo, prima di sintonizzare il mio orecchio a quell’infernale aggeggio sputa rumori. Fortunatamente riusci ad alzare il mio umore con il reading, conscio di avere effettuato una buona prova ed essere rientrato in carreggiata per il restante esame; il tema del writing, oltre alla descrizione di improbabili grafici, mirava alla piccante questione “cibo e salute” (sospiro di sollievo), e cosi’ piacevolmente scrissi la mia opinione a riguardo, fiducioso di aver dimostrato dimestichezza con la grammatica ed usato un amplio e ricercato vocabolario. Il grosso era fatto a questo punto, solo l’orale al tragurdo. Primo della lista (avevo l’aereo da prendere nel pomeriggio), ebbi una piacevole conversazione (a dire il vero parlavo solo io, la controparte faceva solo domande) riguardo l’Italia, il suo turismo e poi via via dell’economia mondiale in generale per poi ricadere nella minuta realta’ economica delle isole Fiji.. E’ stata una bella sfida quest’ultima prova. E via di corsa all’aereoporto, il lavoro mi aspettava a Sydney.
Ed eccomi qui seduto sull’angolo del mio letto, trattendo il respiro, apro la busta. Cosa!!! 6 in speaking!! Ma chi se ne frega, ho comunque ottenuto la mia media, quella del bello di denari.. Evvai!! E per festeggiare mi regalo una vacanzetta a Bali, me lo sono meritata in fondo. Ma prima faccio in tempo ad andare a visitare Manly, un’altra famosa spiaggia della capitale del NSW, meta di molti surfisti e brasiliani.