Clelia, la perspicace architetta

Quest’oggi ho il piacere e anche l’onore di presentarvi Clelia, una persona che purtroppo non conosco personalmente ma da quel poco che ho potuto percepire è una figura di inesauribile energia, fonte di motivazione e ammirevole stima.  E come se non bastasse è una grande sognatrice e soprattutto viaggiatrice, nonché la mente che ha, permettetemi la battuta, “architettato” una fantastica iniziativa. Ma lascio a lei l’onore di parlarne. Grande Clelia!!

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.
33 anni, italiana, nata e cresciuta nella provincia di Treviso. Figlia d’arte, mi sono laureata in Architettura allo IUAV di Venezia sette anni fa, e da allora vivo a Sydney, in Australia.

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?
Ho sempre avuto una passione innata ed insaziabile per i viaggi, per esplorare nuove città, continenti e culture. Ho sempre saputo che la mia curiosità non mi avrebbe permesso di restare per sempre in Italia, e credo fermamente che viaggiare ed entrare in contatto con culture diverse dalla nostra, impararne la lingua ed assorbirne le tradizioni, ci renda persone migliori e più complete. Se poi applichiamo questi concetti al campo dell’architettura e al mio lavoro, la soluzione diventa quasi inevitabile!

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?
So che può sembrare un po’ naive, ma sono cresciuta guardando Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri e Georgie, quindi fin da bambina ho sempre visto l’Australia come un continente lontano e misterioso che un giorno mi sarebbe piaciuto esplorare. Il desiderio di migliorare il mio inglese per scopi lavorativi mi ha poi portata a scegliere Sydney come meta del mio viaggio post-laurea.
Non appena ho potuto sono saltata su un aereo, con le tasche mezze vuote, tanti sogni, speranze, e un Working Holiday Visa…non mi sembrava vero!
All’epoca l’Australia non era una meta molto comune….tante persone mi hanno chiesto “perché?” . Che dire. Non avevo un vero e proprio piano di attacco, ma alle volte seguire i propri sogni è tutto quello che serve. La mia riposta è sempre stata “perché no?“.

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?
Dopo solo poche settimane trascorse a Sydney era già amore! I risparmi sono finiti presto, ed ho dovuto fare di necessità virtù: mi son rimboccata le maniche ed ho iniziato a servire caffè di giorno e mandare centinaia di curriculum la notte…. era l’inizio del 2007, mi sono data 3 mesi per trovare il “dream job“, altrimenti si tornava a casa.

Affrontare colloqui di lavoro con un inglese stento e nessuna conoscenza delle metodologie costruttive locali non è stato facile, senza considerare il fatto che il Working Holiday Visa non era comunque ben visto dai datori di lavoro nemmeno all’epoca… Ma sbagliando s’impara, e dopo una decina di fallimenti brutali ho imparato a trasformare le mie debolezze in punti di forza, e Io speriamo che me la cavo alla fine ha portato i suoi frutti! Avevo un lavoro!

5) Hai nuove idee per il futuro?
Certamente! L’Australia è la ‘terra delle opportunità’ e sarebbe sciocco non approfittarne. Dopo aver lavorato per sei anni in uno studio di architettura ed interni locale ed aver finalmente ottenuto la cittadinanza Australiana, ho recentemente avviato una collaborazione personale con uno studio di architettura italiano che permetta ad entrambi di beneficiare delle risorse che i due paesi hanno da offrire e di sviluppare progetti in parallelo.

Inoltre, mi sto occupando del progetto AIA_Italia in collaborazione con un altro architetto italiano di Sydney. Architecture in Australia_Italia (aia-italia.com) è una piattaforma online dove gli architetti, studenti di architettura e designer italiani possono trovare informazioni, contatti e consigli su quello che è il mondo dell’architettura e la professione di architetto in Australia. E’ un progetto che sta crescendo rapidamente anche per merito dei nostri social media (Facebook facebook.com/architectureinaustralia e Twitter twitter.com/aia_italia ) e che vuole fornire un punto di riferimento e di scambio di idee ed esperienze per tutti coloro che stanno pianificando il proprio futuro Downunder.

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?
Probabilmente no. Amo l’Italia e la nostalgia e lontananza sono due realtà con cui devo convivere ogni giorno. Ma nonostante tutto lo vedrei come un passo indietro. Credo di avere ancora molto da imparare, e molto da viaggiare. Vedo l’Italia come una famiglia che sarà sempre pronta ad accogliermi quando il resto del mondo avrà finito di darmi tutto quello che ha ancora da dare.

7) Cosa non ti piace dell’Oz?
La lontananza e la mancanza di un passato. Sono i suoi punti deboli, ma allo stesso tempo le sue forze.

8) E cosa ti manca di più di casa?
La famiglia, senza ombra di dubbio. Le tradizioni. E ‘l’eccezione alla regola‘, che rende tutto un po’ più speciale!

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?
Non perdersi mai d’animo e non sottovalutare le difficoltà di inserimento. Partire preparati, con entusiasmo e determinazione. So che sembrerà un po’ scontato, ma ho visto tante persone arrivare e ripartire… o restare. E quello che fa la differenza tra un’esperienza positiva, che sia di un anno o di una vita, e un fallimento, è la forza di volontà e la capacità di adattamento. Never give up!

Max il meccanico

Massimiliano l’ho intercettato per caso proprio qui nel blog. Ho letto un suo commento in risposta di un altro utente e dalle sue parole ho capito subito che era qualcuno che le cose le sapeva. E non sbagliavo. Difatti si trovava in attesa della risposta finale per la sponsorizzazione… che è finalmente arrivata! Complimenti Max!!

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.
Mi chiamo Massimiliano, vengo dallaprovincia di Asti, dove svolgevo l’attività in proprio come tecnico e rivenditore di attrezzature per l’arte bianca. Prima di svolgere questa attività ho fatto il meccanico per la preparazione di mcchine da corsa ed ho seguito il campinato mondiale Rally, che mi ha permesso di girare il mondo.

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?
Il totale congelamento del lavoro in Italia a causa della stretta finanziaria, il tentavito di continuare la mia professione altrove visto che mi ha sempre dato soddisfazione.

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?
Ero stato piu’ volte in Nuova Zelanda e mi ero innamorato del posto e della gente. Nel 1997 mi ero informato per trasferirmi ma non ebbi il coraggio anche perchè le cose funzionavano nel mio lavoro.

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?
Innanzi tutto spendendo ore ed ore di notte di giorno sulle yellow pages e su google alla ricerca delle aziende Oz che svolgono la mia stessa attività. Poi l’invio del CV in Inglese sapienetemente preparato dalla mia compagna, avvocato in contrattualistica internazionale. Dopo aver ricevuto le risposte abbiamo organizzato un incontro con tutti I manager (5) delle aziende e poi l’ardua decisione di partire.

5) Hai nuove idee per il futuro?
Si. Mi piacerebbe provare un iniziativa come cuoco a domicilio su ordinazione!! Un sogno nel cassette, abbinare la mia passione per la cucina ed il vino italiano, alla voglia di sapori italiani da parte degli australiani.

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?
Risposta estremamente difficile. Ho solo un motivo che mi porterebbe in Italia e sono i miei figli. La qualità della vita qui è troppo diversa e migliore per poterci rinunciare. Ovvio non e’ semplice cambiare posti ed abitudini dopo 40 anni, e l’Italia è sempre l’Italia con la sua storia, la sua architettura, la sua cultura, il suo cibo e mille altre cose…. Diciamo che il sogno sarebbe avere i miei figli qui con me, anzi con noi, e poi tornare una volta all’anno in Italia a visitare i parenti ed amici come turisti! Inoltre ho fatto questo lavoro di oggi qui in Oz, per 19 anni in Italia e sinceramente le differenze sono tante sotto molti punti di vista e trovo il sistema Australia più convincente di quello italiano.

7) Cosa non ti piace dell’Oz?
Un po’ troppo bacchettoni al volante… appena sbagli qualcosa si arrabbiano!! Ma e’ anche giusto. Non hanno una “cucina loro”.. non esiste il ristorante Australiano. Il costo del biglietto aereo per l’Italia…

8) E cosa ti manca di più di casa?
I miei figli!! Come l’aria!! I miei amici e i miei genitori. Mi manca quello che forse prima non apprezzavo: la bellezza di una citta’ come Torino, come Siena, come Roma… si forse la storia che si legge in ogni palazzo storico delle nostre città sia grandi che piccolo… questo è la mancanza piu grande di questo paese e putroppo, per la quale non si può fare niente.

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?
Consigli… se ci credi ci devi provare. Ma non alla rinfusa. Programmando ogni singolo passo. Un buon inglese non sufficiente ma buono almeno. Una professione in mano e possibilmente particolare (fabbro, falegname Idraulico….) qui di lauereati ce ne sono tantissimi e tutti alla ricerca del riconoscimento del loro titolo giustamente, ma di mani buone qui ne hanno bisogno!! Non partire con pochi sold per non andare sotto stress subito ma sopratutto avere tanta determinazione perchè i momenti di sconforto e solitudine arrivano eccome.. e se non sei più che convinto e determinato… l’aereoporto e’ dietro l’angolo..

Pier il chimico

Pier l’ho intercettato quasi per caso grazie ad un suo intervento in uno dei miei post, dimostrando fin da subito una certa competenza nel campo dello sponsorship visa. Incuriosito (uno dei pochi che nel mio sito non domanda ma risponde! 🙂 ) scambio un paio di email e scopro cose interessanti sul suo conto. Premetto che potreste aver già letto qualcosa a suo riguardo in altri blog (Pier è una celebrità!) ma bando alle ciance è tempo di leggere la sua avventura.

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.

Mi chiamo Pier, 46 anni compiuti e da quasi 6 anni vivo in Australia. Sono laureato in Chimica ed in Italia mi occupavo di analisi chimiche con la posizione di Lab Manager in una piccola Societa’ Ambientale.

 

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?

Nessuna fuga o ricerca di un qualcosa che non trovavo in Italia. Non ero alla ricerca di nessun futuro all’estero, anzi il mio obbiettivo era di lavorare il più possibile vicino a casa. Mi sono ritrovato a vivere all’estero per caso, senza averlo programmato.

 

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?

Ho un amico d’Università mezzo canguro, il quale aveva vissuto fino a 18 anni in Australia e da 10 anni era ritornato a vivere in down under. Sei anni or sono ero andato a trovarlo, per farmi 3 mesi di vacanza in Australia e tentare anche di migliorare il mio scarso inglese.

 

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?

Sarebbe piu’ corretto dire che l’occupazione aveva trovato me. Era successo che durante la vacanza in Australia, nella società dove lavorava il mio amico si era liberata una posizione per la mia professione, e lui mi chiese se ero interessato a ricoprirla. Dopo alcuni colloqui informali e alcune dimostrazioni delle mie skills su dei loro problemi tecnici, la società del mio amico (nonostante il mio pessimo inglese) decide di offrirmi la sponsorizzazione per il visto 457. Sul momento ero in dubbio di accettare l’offerta, poi per un serie di eventi accaduti durante la fine della mia breve permanenza in Australia, decido di formalizzare la volontà di accettare la proposta di lavoro. Finito il visto turistico ritorno in Italia per preparare i documenti necessari e dopo 4 mesi sono di nuovo in viaggio per l’Australia. Inizio l’iter per il visto e dopo alcuni mesi viene approvato (per mia fortuna non mi avevano richiesto il test d’inglese). Sul momento pensavo di farmi un paio di anni in Australia, giusto per migliorare l’inglese e  per accumulare un’esperienza lavorativa all’estero. Ero sempre comunque dell’idea di ritornare in Italia. Intanto era iniziata la crisi economica e vedendo l’aria che tirava, specie in Italia, chiesi alla mia società di poter applicare per il visto permanente sotto sponsorizzazione (giusto per non chiudermi la porta all’Australia). Riesco ad ottenere anche il visto permanente e dopo un’anno da residente permanente (e 3 da temporaneo) applico per la domanda per la cittadinanza Australiana (in modo da non avere più nessun vincolo con la mia società e con i visti). Il 6 Novembre del 2012, dopo la cerimonia di giuramento, sono divento “australiano” sulla carta.

 

5) Hai nuove idee per il futuro?

Per ora non ho dei veri progetti in ballo, solo alcune idee per la testa, che eventualmente, entro il prossimo anno, iniziero’ a concretizzare.

 

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?

3 anni fa la mia precedente azienda aveva chiesto se ero disposto a ritornare indietro. Per vari motivi alla fine non se n’era fatto nulla. Ora che ho il passaporto Australiano, potrei anche accettare una nuova occupazione in Italia, ma conoscendo il mercato del lavoro nel Bel Paese non credo si possa realizzare. Non mi dispiacerebbe provare in qualche nazione Europea, come Germania, Francia o UK.

 

7) Cosa non ti piace dell’Oz?

Essendo arrivato tardi in Oz, faccio ancora fatica ad adattarmi al loro stile di vita, ma sono piccole cose di poco conto e molto soggettive. Nel complesso e’ una buon paese, con non troppa burocrazia ed un sistema amministrativo snello ed efficiente. Di negativo sono i prezzi delle case, specie a Sydney, troppo alti rispetto al mio reddito.

 

8) E cosa ti manca di più di casa?

Mancano le serate con i miei amici di sempre, la cucina della mamma (qualche volta) ed alcuni paesaggi dei luoghi nativi, ma quando annualmente ritorno a casa non mi accorgo del tempo trascorso fuori dall’Italia.

 

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?

Consiglio di arrivare il prima possibile (possibilmente entro i 30 anni), con un progetto in testa e delle buone skills da poter spendere in Australia. Ovviamente è più che importante sapere o imparare bene il prima possibile l’inglese.

Alla fine una storia leggermente diversa da altre.

Alcuni parenti ed amici trovano strano il mio non particolare entusiasmo nel raccontare la mia vita in Oz, in quanto dicono che leggendo i giornali , sono in molti quelli che farebbero carte false pur di poter venir a vivere qui, ed io senza volerlo mi sono ritrovato dall’altra parte del mondo. Spesso mi chiedo se ho fatto la cosa giusta o un’altra delle mie caz….

Marco l’imprenditore

Non bisogna per forza essere dei ragazzini per riuscire a trovare un lavoro in Australia e Marco ne è un bellissimo esempio: a quarant’anni ha deciso di lasciare l’Italia portandosi dietro la famiglia. Anche in questo caso le motivazioni e la determinazione hanno portato Marco a riscoprirsi imprenditore e a trovare il tempo di fare del sano surf 🙂 È anche autore del sito web trasferirsiaustralia.com.

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.

Ho lavorato nel settore IT dal 1985, inizialmente importando componenti ed assemblando PC compatibili per poi passare alla gestione di network ed allo sviluppo software per web ed ecommerce ed alla consulenza su sicurezza di network e intranet.

 

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?

Chi legge il tuo blog avrà già probabilmente preso questa decisione 🙂 Personalmente è stata la necessità di trovare un paese con più opportunità per mia figlia, che all’epoca della decisione aveva 5 anni. Da parte mia comunque ne avevo le scatole piene dell’Italia, dell’inefficienza, del menefreghismo, del “furbismo” ed in generale dell’italico sistema per cui le regole valgono solo per gli altri.

 

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?

Perchè a quarant’anni imparare un’altra lingua sarebbe stato difficile (l’inglese un po’ lo masticavo, soprattutto letto e scritto per via del background informatico), perchè l’economia è forte, il costo della vita basso, il clima buono, la sanità pubblica eccellente così come le scuole. Le alternative potevano essere il Canada (ma il clima fa schifo…) o la California, ma in questo caso senza un pacco di quattrini per vivere in una delle comunità “buone”, la sicurezza avrebbe lasciato molto a desiderare, per non parlare di scuola pubblica e sanità. E’ stata una scelta razionale, insomma, calcolata.

 

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?

Nessuno. Mi sono inventato una nuova occupazione, aprire una piccola attività imprenditoriale qui è facile e ci sono ottime possibilità di sviluppo. Io mi sono messo ad importare caffè e cioccolato artigianale, che vendiamo anche all’ingrosso ad altri caffè, e faccio il pasticciere in estate nel mio locale in un paesino turistico. Cambiare fa bene allo spirito, porta nuove sfide e fa ringiovanire.

 

5) Hai nuove idee per il futuro?

Sempre! 🙂 Una è di smettere di lavorare e concentrarmi sul surf… Battute a parte, adesso stiamo cercando di far partire una piccola catena di negozi in franchising, stiamo lavorando ad un progetto sulla Gold Coast e ci concentreremo sull’ingrosso qui in Victoria.

 

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?

Vista da qui la domanda è quasi una battuta umoristica: pago oltre $20 l’ora per un cameriere nel mio caffè (16 Euro circa al cambio attuale), in Italia conosco diversi piccoli imprenditori che non guadagnano queste cifre. Detto questo, non sono interessato neppure a tornare in Italia come turista, figuriamoci per lavorare ed infilarmi di nuovo in quel sistema.

 

7) Cosa non ti piace dell’Oz?

L’omogeneità culturale. Per visitare un posto diverso devi volare almeno 7 ore. In Europa guidi due ore e trovi un dialetto o una lingua diversa, cultura diversa, cibo diverso. Ed ovviamente la storia, B)

 

8) E cosa ti manca di più di casa?

Una buona salsiccia fresca, i salumi (a parte pochissime eccezioni) non si possono importare, e la qualità media qui è bassa.

 

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?

Di darsi una mossa, i criteri necessari per i visti cambiano ogni anno e diventano sempre più difficili da soddisfare.

Sarah la bikers

Sarah l’ho conosciuta virtualmente un paio di anni fa nel TripAustralia Forum: entrata silenziosamente postando semplici domande si è accorta dopo pochi mesi che Brisbane poteva essere l’opportunità che ti cambia la vita. Tra alti e bassi ma con tanta farina del suo sacco, determinazione ed anche un pizzico di fortuna è arrivata la sponsorizzazione. Ed è cambiata la musica. Complimenti Sarah!

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.

Mi chiamo Sarah, ho 33 anni e vengo dalla Valsusa, una piccola valle del nord Italia. Probabilmente qualcuno conosce Sestriere come località sciistica molto rinomata. Ho sempre vissuto tra i monti e la neve. In Italia sono stata tante figure ma le ultime importanti sono state Grafico Pubblicitario, Promotore Finanziario e Assicuratrice. In Italia dopo aver vissuto da sola sono andata a convivere col mio compagno vicino a Torino. Li’ ho scoperto realtà italiane che non apprezzavo molto, come lo stress e l’inquinamento.

 

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?

Principalmente io e il mio compagno eravamo letteralmente stufi della situazione economica/governativa italiana e del fatto che gli italiani non si smuovessero mai se non per una partita di calcio rimandata. L’Italia è un posto meraviglioso, ma da molti anni il nostro popolo è stato abituato a fregarsi l’uno con l’altro, dal più piccolo al più grande personaggio. E ora questo il risultato. Un paese di egoisti, disonesti e ipocriti. Abbiamo rovinato il nostro meraviglioso paese. Il mio secondo motivo è stato il dover cambiare aria da una situazione che mi andava stretta, così l’Australia è diventata un’appetibile occasione.

 

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?

Non conoscevo nulla dell’Australia, ma cercavamo un paese caldo ma con una economia invidiabile. È così è. È molto lontano da casa, questo è vero, ma per quanto gli australiani abbiano grandi difetti, sanno gestire molto bene le loro cose. In 9 mesi ho studiato tutto su questo paese e quando sono partita ero preparatissima e prontissima.

 

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?

Non sapevo bene che lavoro cercare, perchè in Italia ero assicuratrice e non immaginavo nemmeno ne mi interessava fare lo stesso lavoro qui. Ma fortunatamente in passato ho provato un sacco di lavori, quali barista, cameriera o commessa, così puntavo di trovare qualcosa di semplice subito e poi col tempo cercare di meglio. Invece puntavamo molto sul mestiere del mio compagno che è un meccanico di moto, mestiere qui sempre ricercato. Così abbiamo trovato in fretta un lavoro a lui e io i primi tempi ho fatto cameriera in un ristorante italiano e insegnante di italiano per bambini. Poi essendo anche io motociclista ho fatto la battuta al capo del mio fidanzato se mi facesse provare al negozio di accessori. Ho iniziato lavorando solo il sabato.

Dopo alcuni mesi il mio ragazzo ha cambiato officina mentre io sono rimasta sempre in quel negozio. Ho visto passare un gran numero di persone in quel posto, ma la più grande soddisfazione l’ho avuta quando dopo 6 mesi mi hanno chiesto di lavorare full time con annesso sponsor che desse la possibilità sia a me che Davide di rimanere in Australia con un contratto di 4 anni 🙂

 

5) Hai nuove idee per il futuro?

Tantissssiiiimmmmmeeee. Questo è il paese delle opportunità, ma per ora sono progetti segretissimi 🙂

 

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?

No, troppo sottopagato e senza sbocchi. Qui sono un Customer Service Manager che guadagna bene. Là sarei una commessa.

 

7) Cosa non ti piace dell’Oz?

L’Australia è ormai la mia seconda casa ma continuano ad esserci cose che non mi piacciono. La superficialità degli australiani in tutto ciò che fanno o vivono. Il paese è senza storia quindi le città sono tutte uguali con mega centri commerciali che vogliono imitare gli americani, appunto, in molte cose vogliono imitare gli americani. Mangiano male e si divertono solo bevendo birra. La gente è più fredda e quindi manca l’ambiente italiano caldo e festaiolo. È cara, per molte cose è molto cara. Come gli affitti e fare la spesa.

 

8) E cosa ti manca di più di casa?

Il cibo, le mie montagne, i miei amici cari, mia mamma, gli aperitivi e la festa che si fa in Italia.

 

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?

La prima cosa che mi viene da dire è che è facile quando si è ancora in Italia dire “mollo tutto e me ne vado”. Ma non è così. Più si è adulti e più si è radicati in Italia con famiglia, proprietà e abitudini più difficile sarà il cambiamento. Ci vuole molto carattere per cambiare vita, ma nulla è impossibile.

 

Cosa non si può spedire per posta in Australia?

La lontananza dell’Australia ha creato un ambiente senza uguali sulla terra. Il servizio di quarantena contribuisce a salvaguardarlo. L’invio di prodotti alimentari, vegetali e animali in Australia potrebbe introdurre alcuni dei più pericolosi organismi nocivi e malattie al mondo, che a loro volta potrebbero avere effetti devastanti sui nostri settori agricolo e turistico e sul nostro ineguagliabile ambiente.

L’Australian Quarantine and Inspection Service, ossia il servizio australiano di quarantena ed ispezione, comunemente indicato con la sigla inglese AQIS, controlla gli articoli in arrivo presso i centri di smistamento postale, gli aeroporti e i porti australiani. L’AQIS ispeziona tutti i 180 milioni di articoli di posta internazionale in arrivo ogni anno in Australia. I funzionari della quarantena, macchine a raggi-X e cani appositamente addestrati controllano la posta per individuare eventuali oggetti che rappresentano un rischio dal punto di vista della quarantena. Ogni anno l’AQIS intercetta circa 60.000 articoli ad alto rischio inviati con la posta internazionale.

 Suggerimenti utili per l’invio di posta internazionale in australia
 Cosa accade agli oggetti di interesse ai fini della quarantena?
 Acquisti via internet e ordini postali
 Articoli che verranno confiscati se inviati a mezzo posta internazionale
 Maggiori Informazioni

SUGGERIMENTI PER L’INVIO DI POSTA INTERNAZIONALE IN AUSTRALIA

  • La posta destinata in Australia non deve includere prodotti alimentari, vegetali o animali.
  • La dichiarazione postale deve essere compilata in modo chiaro e corretto – sulla dichiarazione bisogna indicare TUTTO il contenuto e il materiale d’imballaggio.
  • Non usare per l’imballaggio o per la confezione contenitori di uova, cassette in legno o scatole di cartone che sono stati usati per trasportare frutta, verdura e carne/salumi. Tale forma di imballaggio o confezione rappresenta un rischio ed è quindi vietata.
  • Non usare paglia e materiale vegetale essiccato, in quanto vietati. Per avvolgere oggetti fragili, usare carta di giornale o gommapiuma.
  • Pulire a fondo tutte le calzature nonché articoli sportivi e da campeggio per rimuovere ogni traccia di terriccio esementi.
  • Informare amici e parenti all’estero in merito alle leggi australiane in tema di quarantena e raccomandarsi con loro di non inviare prodotti alimentari, vegetali e animali vietati ai sensi di tali leggi.
  • Molti degli articoli confiscati dalla posta internazionale si trovano in commercio anche in Australia e sono stati importati con l’osservanza di rigide condizioni in tema di quarantena.

La violazione delle norme australiane in tema di quarantena è punibile con pene pecuniarie superiori a $60.000 e con 10 anni di reclusione

COSA ACCADE AGLI OGGETTI DI INTERESSE AI FINI DELLA QUARANTENA?
Quando un articolo viene confiscato per motivi di quarantena, il destinatario può avvalersi di varie opzioni a seconda del rischio che esso presenta dal punto di vista della quarantena. A tal fine può:

  • fare trattare l’articolo in modo da renderlo innocuo (ad esempio, tramite fumigazione, irradiazione);
  • fare trattenere l’articolo finché è possibile presentare un permesso d’importazione*;
  • riesportare l’articolo o rispedirlo al mittente;
  • fare distruggere l’articolo.

Questi servizi e trattamenti (tranne la distruzione) sono soggetti ad una tassa a carico della persona che riceve l’oggetto.
In alcuni casi il trattamento potrebbe danneggiare l’articolo. L’AQIS fa del proprio meglio per minimizzare il rischio di danneggiamento, ma non accetta alcuna responsabilità per eventuali danni che potrebbero verificarsi a seguito del trattamento.
L’AQIS tratterrà l’articolo per 30 giorni. Se l’AQIS non viene contattato entro tale periodo di tempo, l’articolo verrà distrutto.

ACQUISTI VIA INTERNET E ORDINI POSTALI
Le leggi in tema di quarantena valgono anche per i beni ordinati via Internet o con ordine postale, tra cui:

  • fiori, sementi e bulbi di alberi e verdure;
  • prodotti alimentari;
  • prodotti terapeutici e medicinali, tra cui farmaci tradizionali, per persone ed animali; e
  • tè contenente pezzetti di frutta.

Prima di piazzare l’ordine via Internet o per posta, consultare le condizioni per le importazioni in Australia ai sensi delle norme di quarantena sul sito www.aqis.gov.au/icon

ARTICOLI CHE VERRANNO CONFISCATI SE INVIATI A MEZZO POSTA INTERNAZIONALE
grey star CARNE E PRODOTTI DELLA CARNE

  • Tutte le carni – fresche, essiccate, congelate, cotte, affumicate, in salamoia o conservate tra cui salumi e salsicce (escluse le carni in scatola)
  • Pasti confezionati e sotto vuoto contenenti carne
  • Rimedi e farmaci contenenti materiale di origine animale
  • Alimenti per animali domestici tra cui cibi in scatola ed essiccati e relativi supplementi

grey star LATTICINI, UOVA E PRODOTTI ALL’UOVO

  • Formaggio, latte, yogurt, burro e altri latticini**
  • Pasti preconfezionati e altri prodotti alimentari contenenti oltre il 10% di latticini o uova(interi, essiccati e liofilizzati) ad esempio preparati per dolci, maionese e pasta all’uovo

grey star FRUTTA E VERDURA

  • Tutta la frutta e verdura fresca
  • Frutta e verdura essiccata contenente sementi o buccia di frutta
  • Funghi essiccati non confezionati commercialmente

grey star ANIMALI VIVI

  • Tutti i mammiferi, uccelli, uova e nidi di uccelli, pesci, serpenti, tartarughe, lucertole, scorpioni, animali anfibi, crostacei e insetti

grey star PIANTE VIVE E PRODOTTI DEL SUOLO

  • Tutto il materiale vegetale comprese piante, talee, radici, gambi e bulbi
  • Terriccio compresi piccoli souvenir o campioni dal valore meramentesentimentale nonché doni e giocattoli riempiti di sabbia o terriccio
  • Calzature e articoli sportivi e da campeggio usati contaminati da suolo,concime o materiale vegetale

grey star SEMENTI, NOCI E MATERIALE VEGETALE

  • Sementi tra cui semi di verdure, fiori e da giardino, mangimi per uccelli e alcune sementi confezionate commercialmente**
  • Doni, ornamenti e giocattoli riempiti con sementi o paglia
  • Pigne, granaglie, granturco soffiato
  • Noci crude tra cui castagne, mandorle e arachidi
  • Tè contenente sementi, bucce di frutta (ad esempio bucce di agrumi e mela)e altri pezzetti di frutta
  • Rimedi e farmaci contenenti erbe aromatiche, sementi, corteccia, funghi emateriale vegetale essiccato**
  • Composizioni di fiori essiccati e di petali profumati, ad esempio bomboniere con spighe di grano
  • Oggetti e ornamenti artigianali (tra cui decorazioni e ghirlande natalizie) realizzati con sementi, pigne, corteccia,muschio, rampicanti, grano e paglia o contenenti tali materiali

grey star MATERIALE DA LABORATORIO

  • Campioni medici e animali
  • Kit diagnostici e microorganismi**

Questo non vuole essere un elenco completo degli articoli vietati o soggetti a restrizioni. Qualsiasi articolo ispezionato che contenga insetti o larve sarà confiscato e dovrà essere sottoposto a trattamento.

MAGGIORI INFORMAZIONI
www.aqis.gov.au/mail
email: international.mail@aqis.gov.au
1800 020 504 (chiamata gratuita se effettuata in Australia)

Centri di smistamento della posta internazionale dell’AQIS:
New South Wales
AQIS International Mail Program
PO Box 657 Mascot NSW 1460 Sydney Parcel Centre
(Centro smistamento pacchi postali di Sydney)
Tel: 02 9897 2108 Fax: 02 9897 7728
Mail Handling Unit, Sydney Airport
(Centro movimentazione posta, Aeroporto di Sydney)
Tel: 02 8338 0081 Fax: 02 8338 1349

Queensland
AQIS International Mail Program
Brisbane Airport Logistic Centre
25-27 Qantas Drive Brisbane Airport QLD 4007
Tel: 07 3246 8678 Fax: 07 3246 8681 Victoria
AQIS International Mail Program
PO Box 1491 Tullamarine VIC 3043
Tel: 03 9310 3155 Fax: 03 9920 1718

Western Australia
AQIS International Mail Program
Attn: Perth International Mail Centre
PO Box 1410 Canningvale WA 6970
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Lasciate ogni speranza o voi che entrate. Se…

(Estratto da una discussione su TripAustralia Forum)

 

Scrive un italo-australiano, proprietario di un’attività commerciale nel campo dell’hospitality, che di recente ha ricercato personale prettamente italiano:

A distanza oramai di diverse settimane da questo mio post, inserito anche sul mio blog, vorrei fare qualche riflessione sulle aspettative di chi vorrebbe emigrare in Australia, offrendo qualche suggerimento.

In totale mi sono arrivate circa 300 email, persone che avevano letto la richiesta su vari siti, e qui di seguito vorrei elencare alcuni errori o cose da non fare quando si cerca un lavoro.

EvitareAi no spik inglisc. Non è esattamente un errore, ma mandando un curriculum ad una ditta australiana, mi sarei aspettato una buona parte di lettere in inglese, ed invece su quasi 300 solamente 1 (una!) era in inglese, le altre in italiano, spesso stentato, molte volte senza firma o con il solo nome di battesimo. La conoscenza dell’inglese spesso è stata dichiarata come “nulla”, ed anche se la richiesta specificava che non serviva un gran livello d’inglese, pensare di trasferirsi in Australia senza parlarne una parola è irrealistico.

 

EvitareNon lo so fare ma posso imparare. Molte email erano da parte di persone senza neppure una minima base delle qualifiche richieste, capisco la buona volontà ma nessuno assumerà mai qualcuno che non sa fare il lavoro per cui viene assunto…

 

EvitareVoglio delle garanzie. Triste a dirsi, considerando che un paio di generazioni fa gli italiani hanno abbandonato la famiglia per recarsi in un paese sconosciuto, trattati spesso come bestie, alla ricerca di una vita migliore per sè ed i loro cari. I nipoti di quei poveri emigranti adesso sembrano preferire la vita facile, chiedendo esplicitamente “garanzie” prima ancora di un colloquio.

 

EvitareNon ho il visto. La stragrande maggioranza delle email era da parte di persone che non hanno purtroppo la minima possibilità di ottenere un visto. La cosa è triste, perchè alcuni erano molto qualificati, con esperienza ben superiore a quanto richiesto, e sono sicuro potrebbero trovare eccellenti opportunità di impiego Downunder. Ma senza visto – ripeto, purtroppo – non è possibile lavorare qui. Tanti piccoli imprenditori non hanno i beni richiesti dalla nuova normativa per i business visa, soprattutto adesso con il cambio sfavorevole (fra una cosa ed un’altra servono circa 800.000 Euro), e non dispongono delle qualifiche per uno skilled visa.

 

A tutti gli altri, ovvero a chi le qualifiche le ha ed ha anche un visto, posso dire che in Victoria il lavoro nel settore dell’hospitality è solitamente abbondante, soprattutto adesso che inizia la stagione estiva, e che cafè e ristoranti sulla Great Ocean Road sono quasi sempre alla ricerca di baristi e cuochi. La concorrenza asiatica è però forte, la professionalità mediamente eccellente e la voglia di fare paragonabile a quella dei primi immigrati italiani.